La Brexit fa male alle api, Londra riammette i neonicotinoidi

L’autorizzazione è solo temporanea per ragioni emergenziali. Ma viene dalle pressioni delle associazioni dei coltivatori. E cresce il fronte di chi teme che il governo possa cedere e promuovere politiche regressive

Neonicotinoidi: Londra riammette il thiamethoxam bandito dall’UE
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L’uso di neonicotinoidi come il thiamethoxam era stato vietato nel 2018 dall’UE

(Rinnovabili.it) – Il governo inglese ha ri-autorizzato l’uso dei pesticidi a base di thiamethoxam, un composto che fa parte della famiglia dei neonicotinoidi. La decisione arriva all’indomani della Brexit e cancella le restrizioni precedenti. La Gran Bretagna, infatti, aveva vietato l’uso agricolo di questo composto chimico in seguito alla sua messa al bando da parte dell’Unione Europea nel 2018.

L’addio a Bruxelles in teoria dovrebbe avvenire nel rispetto degli standard ambientali esistenti. Non è soltanto la promessa fatta dal premier Boris Johnson, è parte integrante dell’accordo sulla Brexit. Londra e Bruxelles si sono impegnate a non tornare indietro sul clima e sulla biodiversità, ponendo l’adozione di obiettivi e politiche sempre più ambiziosi come punto vincolante del trattato commerciale bilaterale.

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I neonicotinoidi sono una classe di pesticidi chimicamente simili alla nicotina e colpiscono gli insetti. In particolare gli impollinatori che sono fondamentali per la riproduzione delle piante e delle colture e quindi per la preservazione della biodiversità. Negli ultimi anni i neonicotinoidi e i pesticidi che li contengono sono stati criticati per aver contribuito al declino delle api interrompendo il loro senso dell’orientamento, la memoria e le modalità di riproduzione.

In teoria, il permesso accordato da Londra non è permanente. A seguito delle pressioni della National Farmers Union (NFU) e della British Sugar, il governo ha dato l’ok all’uso di un prodotto contenente il thiamethoxam sui semi di barbabietola da zucchero, a causa dell’emergenza in corso originata da una patologia della pianta.

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Ma la stessa richiesta era arrivata già nel 2018, appena dopo l’entrata in vigore del bando. Venne rifiutata, dopo che i consulenti del governo in materia certificarono che avrebbe causato effetti inaccettabili sulle api e sulle colture fiorite.

Che i neonicotinoidi siano dannosi per api, impollinatori e altri insetti in genere lo dicono gli stessi produttori. Sia nel caso del thiamethoxam che di una sostanza simile, il clothianidin, studi interni delle aziende che li producono – rispettivamente, Syngenta e Bayer – certificavano già nel 2016 l’entità dei danni. L’EFSA (l’autorità europea che rilascia le autorizzazioni ai prodotti fitosanitari) aveva dato l’ok a questo prodotti in un primo tempo, salvo bloccare tutto con il sopraggiungere del bando nel 2018. E’ questa cornice a garantire che le autorizzazioni temporanee ai neonicotinoidi – che avvengono anche in alcuni paesi europei – siano davvero temporanee. Cornice che è invece ormai assente nel caso della Gran Bretagna.

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