Proteggere le scogliere coralline, Milano-Bicocca da una mano alle Maldive

L’Università di Milano-Bicocca ha firmato un accordo con il governo delle Maldive per un progetto di ricerca per individuare soluzioni per la salvaguardia delle scogliere coralline e la tutela dell’ambiente marino

scogliere coralline
Foto di Free-Photos da Pixabay

(Rinnovabili.it) – L’Università di Milano-Bicocca e il governo della Repubblica delle Maldive insieme per la salvaguardia delle scogliere coralline. La firma di un accordo ha avviato ufficialmente un progetto di ricerca comune per censire le tecniche utilizzate per il restauro delle scogliere coralline, individuare le più efficaci, pianificare le linee guida nazionali per la loro applicazione e per il monitoraggio, e infine mettere in pratica quelle più sostenibili e innovative per la protezione e la sopravvivenza di questi organismi.

Già da tempo era in corso una partnership sui temi della sostenibilità e della biodiversità. Fin dal 2009 l’Università di Milano-Bicocca collabora con il Maldives Marine Research Institute, affiliato con il governo locale e con atenei e centri di ricerca di altri paesi. Nel Centro di ricerca e alta formazione MaRHE, aperto dall’ateneo italiano nell’isola di Magoodhoo, si studiano nuove soluzioni per la salvaguardia delle scogliere coralline e per la tutela del mare. In questi anni sono state sviluppate delle tecniche ecologiche di restauro delle scogliere coralline (coral reef restoration) in base alle quali sono stati selezionati dei “super coralli” – ovvero una generazione di coralli in grado di resistere ai cambiamenti climatici – o messi a punto dei metodi di mitigazione biocompatibili e biodegradabili per curare le ferite dei coralli e allungare la vita di quelli allevati durante la coral restoration.

Leggi anche Polipi affamati e alghe stressate, tutti i segreti dello sbiancamento dei coralli

Temi cruciali per il futuro del Pianeta

Giovanna Iannantuoni, rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, sottolinea l’importanza di questa collaborazione che dura da undici anni con l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente marino e la sua biodiversità. Proteggere la scogliera corallina e ridurre l’inquinamento dei mari sono temi «cruciali per il futuro del nostro Pianeta».

«La coral restoration è una disciplina che si è sviluppata negli ultimi dieci-quindici anni per contrastare il declino delle scogliere coralline a livello globale», spiega Simone Montano, ricercatore del dipartimento di Scienze dell’ambiente e della Terra e del MaRHE center. Le tecniche sono diverse, ma il principio è sempre lo stesso: allevare colonie di corallo in strutture che vengono depositate in mare. Una volta cresciute, queste colonie vengono ritrapiantate nel reef danneggiato. I ricercatori del MaRHE center di Milano-Bicocca hanno siglato una partnership di ricerca anche con l’Acquario di Genova per studiare nuove tecniche di coral restoration e per monitorare lo stato di salute dei coralli e la loro riproduzione in ambiente controllato.

Leggi anche Sbiancamento dei coralli: addio barriere entro il 2100 anche se rispettiamo Parigi

L’Università di Milano-Bicocca ha inoltre lanciato CorallaMib, una call for ideas aperta sia agli studenti universitari che a quelli delle scuole superiori. Il progetto seguirà due diversi filoni, uno scientifico e uno artistico-letterario: chi sceglierà quello scientifico potrà proporre delle soluzioni per ridurre l’impatto antropico sulle scogliere coralline, chi preferirà quello artistico-letterario potrà presentare un’opera dedicata al mare e alla salvaguardia dell’ambiente. I vincitori, situazione sanitaria permettendo, si recheranno al MaRHE center alle Maldive: un’occasione unica per studiare la biodiversità locale, la sua scogliera corallina e le minacce alla sua sopravvivenza insieme ai ricercatori di Milano-Bicocca. 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui