Rischi di impresa: la Commissione Europea valuta il “pericolo pandemia”

Tra le opzioni in esame, l’esecutivo europeo propone requisiti di rendicontazione più rigorosi sull’esposizione ai rischi di pandemia da parte di società quotate, banche e compagnie assicurative

L’esecutivo UE sta elaborando un documento per definire nuovi rischi di impresa, considerando l’impatto antropico sulla biodiversità

(Rinnovabili.it) – La Commissione Europea sta valutando la possibilità di imporre nuovi requisiti per le imprese allo scopo di proteggerle dai crescenti rischi dovuti alla perdita di biodiversità e al connesso pericolo di future pandemie. Il progetto, ancora in uno stato embrionale, è in corso di valutazione da parte di esperti, coinvolti per comprendere in che modo tradurre in termini legislativi questi rischi di impresa, il cui scopo è rafforzare la sostenibilità finanziaria dell’industria europea.

Tra le questioni su cui i funzionari della Commissione chiedono consulenza vi è soprattutto il collegamento tra i bonus aziendali, da una parte, e i risultati di riduzione delle emissioni di carbonio, combinati con i requisiti di capitale “verde”, dall’altra. La bozza, che una volta approvata sarà oggetto di una consultazione pubblica, si concentra soprattutto sui rischi di impresa biologici, cercando di capire se debbano essere presi in considerazione in modo più completo nel momento in cui società, aziende e istituti finanziari rivelano le loro strategie di investimento. Questo, ovviamente, alla luce del crescente impatto negativo che l’esposizione a questo tipo di rischi ha sulla redditività e sulle prospettive a lungo termine.

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Il documento, infatti, afferma chiaramente che l’epidemia di covid-19 sta mostrando i rischi di impresa associati all’attività umana e alla perdita di biodiversità. Infatti, come sottolinea Reuters (che ha avuto modo di visionare la bozza), gli esperti citati nel documento elaborato dalla Commissione suggeriscono che gli habitat degradati, associati a un clima caldo, possono causare maggiori rischi di trasmissione delle malattie, poiché i patogeni si diffondono più facilmente negli animali e nell’uomo. “È importante, ora più che mai. affrontare le molteplici minacce agli ecosistemi e alla fauna selvatica per respingere il rischio di future pandemie, si legge nel documento.

Tra le opzioni in esame sui rischi di impresa, l’esecutivo europeo propone requisiti di rendicontazione più rigorosi sull’esposizione ai rischi di pandemia da parte di società quotate, banche e compagnie assicurative. Inoltre, ci si chiede se gli investitori e i finanziatori dovrebbero essere tenuti a sapere quale “scenario climatico” stanno finanziando. E ancora, ad alcune aziende potrebbe essere richiesto di includere le riduzioni delle emissioni di carbonio tra i fattori che potrebbero influenzare la remunerazione variabile degli amministratori.

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In più, si sta prevedendo anche la possibilità di includere un “fattore di penalizzazione marrone” in base al quale i finanziatori che investono in combustibili fossili dovrebbero mettere da parte più capitale per coprire i maggiori rischi posti dalle attività inquinanti. Ma, al contempo, si potrebbe anche trarre vantaggio da un “fattore di supporto verde”, che invece consentirebbe di ridurre i requisiti patrimoniali se si investe in infrastrutture verdi, come le di energia rinnovabile.

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