I danni delle specie invasive in Europa crescono di 10 volte ogni decennio

Tra il 1960 e il 2020, i danni stimati ammontano a 115 miliardi di euro. Ma i costi crescono esponenzialmente: tra il 1960-1969 erano meno di 0,16 mld l’anno, saliti a 6,35 mld nel 2010-2020

Specie invasive in Europa: in 60 anni hanno causato 115 mld di danni
Foto di Herbert Aust da Pixabay

I paesi più colpiti dalle specie invasive sono UK, Spagna, Francia e Germania

(Rinnovabili.it) – Negli ultimi 60 anni, le specie invasive che sono penetrate in Europa hanno causato danni per 115 miliardi di euro. Una cifra che riassume l’instabilità di alcuni ecosistemi e delle comunità che dipendono dai servizi che questi forniscono. Lo calcola uno studio del Senckenberg Research Institute di Weimar, che prova a dare un corrispettivo economico ai danni ambientali causati dalle specie aliene.

La maggior parte degli impatti causati dalle specie invasive (il 60%) sono riferiti a danni diretti e colpiscono più settori, rivela lo studio che ha passato in rassegna la situazione di 39 paesi europei. Questi costi hanno una distribuzione geografica piuttosto uniforme, ma alcuni paesi sono nettamente più colpiti di altri: si tratta di Regno Unito, Spagna, Francia e Germania.

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Unendo quasi in parti uguali i costi desunti da osservazioni dirette e quelli stimati per via indiretta, i ricercatori calcolano che la Gran Bretagna è il paese più colpito dalle specie invasive, che hanno causato danni per quasi 18 miliardi di euro. Segue a poca distanza la Spagna con 16,2 mld, e poi Francia (11,4 mld), Germania (9,8 mld), Russia europea (8,5 mld) e Portogallo (7,9 mld).

Più si va a vedere i dati per gli anni più recenti, più i costi tendono a salire. La crescita sembra quasi esponenziale. Basti pensare che il 2013 ha fatto segnare un picco record di quasi 20 miliardi di euro. Mentre il costo medio annuo tra il 1960-1969 era inferiore a 0,16 miliardi di euro, questo è poi aumentato fino a raggiungere un costo medio annuo di 6,35 miliardi di euro nel periodo 2010-2020.

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Si tratta di un aumento di 10 volte ogni decennio. Ma va sottolineato che lo studio adotta dei criteri molto restrittivi e quindi questo totale è probabilmente sottostimato. “Non tutte le specie invasive causano danni economici, ma è probabile che i costi sostenuti siano estremamente sottostimati e probabilmente molte volte superiori”, spiegano gli autori. “I tassi di invasione continuano ad aumentare e dobbiamo presumere che anche i costi economici seguiranno questa tendenza. Per affrontare la crescente i problemi economici ed ecologici delle specie invasive a livello regionale o nazionale, i rapporti di rilevamento e la valutazione dei danni dovranno essere notevolmente migliorati”. E concludono: “Ma nel nostro mondo globalizzato e sempre più interconnesso, prevenire e mitigare i danni avrà successo solo a livello internazionale”.

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