Clima e violenza: il caldo darà alla testa

Secondo uno studio appena pubblicato sulla rivista Science, il mondo è destinato a diventare non solo più caldo, ma anche più violento a causa dei cambiamenti climatici in atto

Il nostro studio non dice che il clima è l'unica causa del conflitto, e non pensiamo che alcun conflitto possa essere interamente attribuito a uno specifico evento climatico. Ciò che vogliamo sottolineare è che il clima è uno dei fattori critici che influenzano il modo in cui le cose si aggravano fino ad arrivare alla violenza. Una volta compreso ciò che causa questa correlazione, potremo progettare politiche e istituzioni che gestiscano o interrompano questo legame."(Rinnovabili.it) – Valori anomali della temperatura o delle precipitazioni rispetto alle medie stagionali aumentano l’incidenza dei conflitti sociali. Ad individuare la relazione diretta tra cambiamenti climatici e violenza è stato un gruppo di ricercatori provenienti dalla Princeton University e dall’Università della California che, in una ricerca appena pubblicata su Science, hanno analizzato il rapporto tra clima e violenza arrivando a conclusioni alquanto preoccupanti: il riscaldamento globale e i fenomeni meteorologici estremi porteranno a un aumento dei conflitti non solo tra persone, come stupri o omicidi, ma anche tra nazioni, portando a vere e proprie sommosse o guerre tra popoli. Stando a quanto riferito dal team che ha effettuato la ricerca, infatti, per ogni deviazione standard (così è definito lo scarto medio dei valori reali dalla loro media aritmetica), la frequenza della violenza interpersonale aumenterebbe del 4%, mentre quella dei conflitti tra gruppi di persone del 14%. L’aumento delle temperature atteso, stimato tra i 2 e i 4 °C, ci fa dunque dedurre che da qui al 2050 i conflitti sociali potrebbero subire un incremento pari a circa il 50%, diventando uno degli impatti più critici dei cambiamenti climatici in atto.

 

Lo studio è stato condotto attraverso l’analisi di circa 60 studi sull’argomento, contenenti dati a livello globale che coprono una arco temporale di centinaia di anni, quindi piuttosto rappresentativi. Nonostante sia emersa su più fronti una stretta correlazione tra cambiamenti climatici e aumento della violenza, per il team di ricercatori però ancora non è chiaro se la causa del conflitto sia imputabile a una variazione delle condizioni economiche oppure se subentrino concause fisiologiche, dovute alle reazioni che il fattore calore provocherebbe nell’organismo umano, rendendolo più incline all’aggressività.

 

Nella convinzione che il clima non sia l’unica causa del conflitto e che nessun conflitto sia totalmente attribuibile a un preciso fenomeno climatico, l’auspicio del gruppo di ricercatori è che il clima venga preso in considerazione come uno dei fattori più critici nell’esacerbare comportamenti aggressivi tra le persone e che ciò porti a politiche mirate, in grado di contenere il fenomeno.