Eurobarometro, il cambiamento climatico è la principale sfida globale

L’indagine statistica rileva che l’azione climatica UE ha un ampio supporto in tutto il continente. Il climate change è la priorità per la maggior parte dei cittadini, anche più delle diseguaglianze sociali. Ma metà degli intervistati teme che le politiche climatiche danneggeranno l’economia

cambiamento climatico
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Sono i giovani i più attenti al cambiamento climatico

(Rinnovabili.it) – Per metà degli europei il cambiamento climatico è la principale sfida per l’UE nei prossimi anni. E il Green Deal è la strada giusta per affrontarla. Lo rivela l’Eurobarometro pubblicato oggi, un’edizione speciale preparata per accompagnare la fase conclusiva della Conferenza sul futuro dell’Europa.

I giovani sono i più attenti al cambiamento climatico, com’era lecito aspettarsi in un continente dove dal 2019 il movimento dei Fridays for Future e i temi della sua agenda hanno occupato le piazze tanto quanto sono riusciti a far breccia nel dibattito pubblico. Il 91% dei giovani tra i 15 e i 24 anni crede che affrontare il cambiamento climatico possa aiutare a migliorare la propria salute e il proprio benessere, mentre l’84% di quelli di 55 anni o più è d’accordo.

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Quasi un europeo su due (il 49%) vede il cambiamento climatico come la principale sfida globale per il futuro dell’UE, con un sostegno “schiacciante” per gli obiettivi ambientali del Green Deal europeo. Aumentare la quota di energia rinnovabile e migliorare l’efficienza energetica è un aspetto importante per l’88% degli europei, mentre l’80% concorda sull’importanza di rendere l’Europa il primo continente al mondo a impatto zero sul clima entro il 2050 e di promuovere la crescita del mercato dei veicoli a zero e basse emissioni.

Lo sguardo positivo sul contrasto al cambiamento climatico si allarga ad altri ambiti. L’85% degli intervistati è d’accordo con il fatto che le politiche climatiche possono creare nuove opportunità di innovazione, investimenti e posti di lavoro. L’83% invece ritiene che agire ora può aiutare a ridurre i costi di un maggiore danno ecologico in futuro. Tuttavia, quando si tratta di tirare un bilancio complessivo l’esitazione cresce. Solo il 47% pensa che l’azione climatica non danneggerà l’economia, mentre il 45% ritiene che ci saranno ripercussioni.

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