Il futuro delle emissioni di metano? Basta leggere il guscio di un protozoo dell’Artico

Uno studio dell’Arctic University norvegese analizza gli isotopi di carbonio nei gusci dei foraminiferi fossili dell’Eemiano, l’ultimo periodo interglaciale che aveva un clima molto simile a quello di oggi

Emissioni di metano: cosa succederà nell’Artico libero dai ghiacci
Foto di Decokon da Pixabay

Come cambiano le emissioni di metano con lo scioglimento dei ghiacci artici

(Rinnovabili.it) – La chiave per capire come cambieranno le emissioni di metano dall’Artico è nei foraminiferi, dei minuscoli protozoi che vivono in mare. Meglio, la chiave è nei foraminiferi fossili che risalgono al periodo Eemiano, fra 130 e 110mila anni fa, e nei loro gusci. L’Eemiano è l’ultimo periodo interglaciale, durante il quale il clima era straordinariamente simile a quello di oggi e quindi viene studiato per comprendere a cosa stiamo andando incontro.

Secondo uno studio dell’Artic University della Norvegia, lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico facilita il rilascio di emissioni di metano. La scomparsa della coltre ghiacciata infatti cambia le condizioni di pressione. Ma è proprio grazie a precisi valori di pressione (oltre che di temperatura) che il metano oggi racchiuso nei territori artici resta intrappolato sotto forma di idrati.

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Lo scioglimento della calotta, quindi, fa saltare questo equilibrio e facilita il passaggio del metano allo stato gassoso. I ricercatori hanno cercato le prove nel guscio dei foraminiferi studiando i loro isotopi di carbonio per ricostruire le condizioni climatiche in cui l’hanno costruito durante il periodo interglaciale, quando l’Artico era del tutto libero dai ghiacci.

“L’Eemiano è molto importante perché è stato un forte periodo interglaciale nell’Artico, con caratteristiche climatiche molto simili a ciò che sta accadendo oggi”, spiega uno degli autori dell’articolo pubblicato su Geology, Pierre-Antoine Dessandier. “L’idea con l’interglaciale Eemiano è di confrontarlo con ciò che potrebbe accadere in futuro. L’emissione di metano del fondo marino è importante da considerare per modellare” le proiezioni climatiche future.

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I dati raccolti grazie agli isotopi mostrano che mentre il ghiaccio era in via di scioglimento e la pressione sul fondo marino diminuiva, il metano veniva rilasciato sia in violenti getti, sia con lente infiltrazioni. Quando il ghiaccio artico è poi scomparso completamente, le emissioni di metano si sono stabilizzate.

Tuttavia, lo studio non riesce a stabilire un punto molto importante per comprendere l’impatto preciso che tutto questo può avere sul clima: quanto metano alla fine sia davvero arrivato nell’atmosfera, che è ciò che contribuirebbe all’effetto serra, rimane incerto.

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