Emissioni di metano dalle miniere, il tallone d’Achille dell’Australia

Dalle miniere di carbone proviene il 68% di tutto il CH4 emesso dal paese: un contributo più grande sia del gas che del petrolio.

G7 Clima e Energia: salta la data per il phase out del carbone
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Le emissioni di metano reali dai siti carboniferi sono il doppio di quelle dichiarate ufficialmente

(Rinnovabili.it) – Se non farà qualcosa per contenere le emissioni di metano dalle sue miniere di carbone, l’Australia fallirà clamorosamente gli obiettivi climatici al 2030. Da questa fonte proviene il 68% di tutto il CH4 emesso dal paese: un contributo più grande sia del gas che del petrolio. Questo secondo i dati ufficiali. Che però potrebbero essere sballati. E molto. Addirittura, il metano immesso realmente in atmosfera potrebbe essere il doppio di quello dichiarato.

Lo scrive il think tank Ember nel suo ultimo rapporto, dove analizza uno dei settori dove gli interventi per tagliare le emissioni di metano sarebbero (sulla carta) più semplici e aiuterebbero il paese del G7 con la peggiore performance climatica a togliersi di dosso quest’etichetta scomoda.

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Innanzitutto i numeri. Secondo il sistema nazionale di monitoraggio, le compagnie del carbone australiane nel 2019 hanno dichiarato emissioni di metano dalle miniere per poco meno di 900mila tonnellate. Secondo i calcoli dell’Iea, l’Agenzia internazionale dell’energia, il dato corretto sarebbe invece 1,8 milioni: il doppio. Dai monitoraggi satellitari emerge che le discrepanze maggiori si verificano con le miniere a cielo aperto: spesso i valori dichiarati sono 10 volte più bassi di quelli veri. C’è poi da considerare che non tutte le miniere emettono allo stesso modo. Il 25% più inquinante dei siti emette quasi il 70% del totale.

Emissioni di metano: le miniere di carbone fanno lo sgambetto all’Australia
Le miniere di carbone con più emissioni di metano in Australia. Crediti: Ember

Di fronte a questa situazione, secondo Ember non è possibile che l’Australia raggiunga l’obiettivo climatico fissato al 2030. Specie perché sono in programma nuove miniere di carbone e la politica non sta facendo nulla per spingere i siti già esistenti e i gestori di quelli esausti o abbandonati a tamponare le emissioni di metano.

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“Il messaggio è chiaro: il metano prodotto dalle miniere di carbone richiede un’attenzione urgente. Ciò significa non solo migliorare la misurazione e la rendicontazione, ma anche, e soprattutto, mitigare queste emissioni”, sintetizza Manfredi Caltagirone di Ember.

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