Inquinate troppo, ci vediamo in tribunale. VW a processo sulle emissioni

La richiesta: tagliare le emissioni del 65% e stop a auto a combustione entro il 2030. Il ricorso alla giustizia si basa sulla sentenza della Corte costituzionale tedesca di aprile, che aveva condannato il governo per l’approccio troppo tenero alla crisi climatica

Emissioni: Greenpeace denuncia 3 big dell’industria dell’auto tedesca
Foto di Markus Thomas da Pixabay

Greenpeace e la ong Deutsche Umwelthilfe denunciano VW, BMW e Daimler per troppe emissioni

(Rinnovabili.it) – Volkswagen, BMW, Daimler. Nonostante le promesse, tre big dell’industria dell’auto tedesca continuano a inquinare troppo. Le loro emissioni sono una delle cause della crisi climatica in corso e per questo motivo devono risponderne in tribunale. La pensano così il ramo tedesco di Greenpeace e la ong ambientalista Deutsche Umwelthilfe, che venerdì 3 settembre hanno avviato una causa contro le 3 aziende.

Le case automobilistiche hanno annunciato dei piani per abbandonare le fossili e puntare sulla mobilità low carbon. Ma sono troppo vaghi e non hanno alcun impegno vincolante, sostengono i querelanti. Che chiedono alle aziende di impegnarsi a raggiungere obiettivi più ambiziosi per ridurre le loro emissioni di carbonio di almeno il 65% entro la fine del decennio. Tra le misure chiave, ci dovrebbe essere l’addio alla produzione di automobili con motore a combustione interna entro il 2030.

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Greenpeace e Deutsche Umwelthilfe sperano di convincere il tribunale facendosi forti della sentenza storica della Corte costituzionale emessa lo scorso aprile. La Corte aveva stabilito che il governo tedesco non stava facendo abbastanza per contrastare la crisi climatica, e lo obbligava a prendere delle misure appropriate. Nel giro di una settimana, l’esecutivo guidato da Angela Merkel ha annunciato di voler anticipare di 5 anni, al 2045, la data entro la quale raggiungerà la neutralità climatica, e alzato di 10 punti percentuali l’obiettivo di riduzione delle emissioni al 2030, passando dal 55 al 65%.

Una scelta, quella di ricorrere alle vie legali, che vuole fare perno anche sui disastri climatici che hanno devastato la Germania questa estate. Le inondazioni che hanno colpito l’ovest del paese hanno causato un centinaio di morti, spazzato via interi paesi e provocato danni materiali per miliardi di euro. Per Martin Kaiser, direttore esecutivo di Greenpeace Germania, “mentre le persone soffrono di inondazioni e siccità innescate dalla crisi climatica, l’industria automobilistica, nonostante il suo enorme contributo al riscaldamento globale, non sembra colpita. La sentenza della Corte Costituzionale rappresenta un mandato per far rispettare in modo rapido ed efficace la tutela giuridica dei nostri mezzi di sussistenza comuni”.

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