Fridays for Future Italia, la politica trascura il clima

Fridays for Future Italia ha indetto uno sciopero globale per il clima il 23 settembre, soprattutto a sostegno delle popolazioni più colpite dalla crisi climatica. Non a caso lo sciopero è fissato a due giorni dalle elezioni politiche: i ragazzi rilevano la sostanziale assenza dell’emergenza climatica dall’agenda politica

Fridays for Future Italia
via depositphotos.com

(Rinnovabili.it) – Il 23 settembre Fridays for Future Italia scenderà in piazza per lo sciopero globale per il clima.

I ragazzi di Greta chiedono che il leader mondiali ascoltino le voci dei MAPA (Most Affected People and Areas) e che trovino delle soluzioni per finanziare le perdite e i danni subiti dalle comunità più colpite dalla crisi climatica.

Le emissioni di CO2 continuano ad aumentare

#PeopleNotProfit è il nuovo slogan dei ragazzi di Fridays for Future Italia: dare la priorità alle persone e non ai profitti.

Durante lo sciopero per il clima, i manifestanti utilizzeranno la piattaforma Mobilizon, che dovrebbe costituire una piattaforma più etica e sostenibile delle piattaforme eventi comunemente usate.

Non è un caso se questo sciopero è indetto a due giorni dalle elezioni politiche del 25 settembre: finora, purtroppo, i programmi dei partiti sono piuttosto “distratti” rispetto ai problemi climatici. Ne parlano troppo poco e con poca convinzione, mentre l’emergenza climatica è uno dei temi urgenti da affrontare.

Le emissioni di CO2 non si stanno riducendo, al contrario continuano ad aumentare.

Molti dei ragazzi di Fridays for Future Italia non potranno votare perché minori di diciotto anni. Questo non significa che venga meno il loro impegno per il clima, sollecitano la politica a prendere posizioni nette in merito alla crisi climatica evidentemente in atto e a compiere azioni concrete.

L’emergenza climatica è assente dal dibattito politico

Dice Alice Quattrocchi di Catania: «Dopo quattro anni di scioperi, le persone si stanno svegliando, ma i responsabili politici sono ancora fermi. Abbiamo organizzato marce e incontrato politici, ci siamo impegnati tutti i giorni per avere un impatto, oltre che per informare le persone di cosa succederà nei prossimi decenni. Oggi abbiamo davanti nuove elezioni, ma la crisi climatica è ancora assente dal dibattito. Più noi parliamo di clima, più i principali partiti sembrano fare a gara per prenderci in giro con belle parole a favore dell’ambiente, senza nessun piano completo, ma anzi chiedendo nuovi rigassificatori o altre misure che accelerano la catastrofe climatica».

L’Agenda climatica di Fridays for Future Italia

L’Agenda Climatica che Fridays for Future Italia pone all’attenzione della politica ha evidenziato cinque punti fondamentali: trasporti e mobilità, energia, lavoro, edilizia e povertà energetica, acqua.

A proposito di energia, il picco dei prezzi ha colpito duramente anche il settore agricolo, che si trova a combattere anche contro le speculazioni sul prezzo dei prodotti alimentari.

Le più colpite sono le piccole aziende agricole e quelle a conduzione familiare, con grave danno anche alla biodiversità.

Fridays for Future Italia ritiene che l’attuale sistema metta a rischio il lavoro agricolo e il diritto al cibo sano a prezzi equi, mentre vede nell’agroecologia il sistema migliore per sfamare il mondo.

I ragazzi esortano a «non cadere nella trappola della guerra tra ambientalismo e agricoltura: non c’è agricoltura in un ambiente inospitale».

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