Ghiaccio marino artico, manca un’area grande 5 volte l’Italia

Dopo un luglio bollente, sistemi di bassa pressione e tempeste hanno limitato lo scioglimento. L’estensione della calotta marina è “solo” la 12° più bassa di sempre, ben distante dai valori record del 2020 e del 2012. Ma ben al di sotto della media storica. Allarme anche per la mancanza di ghiaccio pluriennale

Ghiaccio marino artico: toccato il minimo estivo
Foto di Leonhard Niederwimmer da Pixabay

Il 16 settembre il ghiaccio marino artico ha raggiunto il minimo estivo

(Rinnovabili.it) – Il ghiaccio marino artico ha toccato il 16 settembre il suo minimo stagionale, al termine dell’estate polare. La calotta del Polo Nord si estende sulle acque artiche per 4,72 milioni di km2. Ben più vasta dell’annus horribilis dell’Artico, il 2012, quando il ghiaccio era sceso a 3,39 mln di km2. Ma decisamente sotto la media storica 1981-2010 che supera i 6 mln di km2: all’appello manca una superficie grande come 5 Italie.

Qualche buona notizia c’è. Quest’anno il dato del ghiaccio marino artico è il più esteso dal 2014, anche se tutti i 15 risultati peggiori sono concentrati negli ultimi 15 anni. Il trend di diminuzione della calotta polare artica viene quindi confermato, anche se è scongiurato il rischio di stabilire nuovi record negativi nel 2021.

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Un rischio che appena due mesi fa era considerato reale e aveva messo in allarme la comunità scientifica. Nelle prime due settimane di luglio, la calotta polare artica si era sciolta a un ritmo più veloce del 50% rispetto alla media e stava tallonando i valori del 2012 e del 2020. Il 13 luglio, l’estensione del ghiaccio marino artico era pari a 7,95 mln di km2. Si tratta di 1,98 milioni di chilometri quadrati al di sotto della media storica.

Nel 2020 il dato della calotta polare era stato influenzato soprattutto dalle ondate di calore in Siberia. Quest’anno invece nella seconda metà della stagione estiva sono intervenuti dei sistemi di bassa pressione atmosferica e tempeste. Questo ha contribuito a mantenere la colonnina di mercurio su valori più bassi e ha permesso al ghiaccio “vecchio”, quello pluriennale, di coprire parzialmente i “buchi”.

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Ma su questo fronte le notizie non sono buone. L’estensione del ghiaccio pluriennale è una delle più basse mai registrate, scrive il National Snow & Ice Data Center (NSIDC) della NASA che monitora l’Artico. “La copertura del ghiaccio al primo anno è aumentata notevolmente dallo scorso anno, passando da 1,58 a 2,71 mln di km2. L’aumento dell’estensione totale dal minimo dell’anno scorso a quello di quest’anno è quindi composto dal ghiaccio del primo anno”, che è più facilmente soggetto a scioglimento durante l’estate artica.

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