Perché stanno aumentando le emissioni di metano da specchi d’acqua?

Anche se il volume totale di gas serra emessi dai bacini idrici è in calo, l’aumento della quota di metano fa crescere l’impatto sul clima. Il CH4 ha un potere climalterante 82,5 volte maggiore della CO2 su un periodo di 20 anni, o 34 volte su un periodo di 100

Metano da specchi d’acqua: emissioni in aumento
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Il metano da specchi d’acqua nel 2000 era il 6% delle emissioni antropiche di CH4

(Rinnovabili.it) – Laghi, acquitrini e soprattutto bacini idrici artificiali rilasciano sempre meno gas serra. Ma il loro impatto sul clima sta aumentando. E continuerà così nei prossimi decenni. Come è possibile? Le emissioni di anidride carbonica sono in declino, ma succede tutto il contrario per le emissioni di metano da specchi d’acqua. Questo gas serra con un potere climalterante 82,5 volte superiore alla CO2 (nei primi 20 anni in cui resta in atmosfera) è in forte aumento. E trascina verso l’alto il peso che questi ecosistemi hanno sulla crisi climatica.

Lo ha calcolato lo studio Reservoir CO2 and CH4 emissions and their climate impact over the period 1900–2060 apparso su Nature Geoscience, il primo studio globale che dà una stima non solo delle emissioni da bacini idrici, ma di come queste si sono evolute nel tempo. In termini assoluti, il picco emissivo è avvenuto nel 1987. È il periodo in cui vengono costruite il maggior numero di grandi dighe, e quindi nuovi bacini artificiali molto estesi si formano.

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Il picco, però, era dominato dalla CO2. La materia organica che si trova inondata dai bacini artificiali, infatti, inizia a decomporsi e rilascia soprattutto anidride carbonica nei primi 20 anni. Dopo questa finestra di tempo, la quota relativa di metano inizia a crescere.

Sia il metano che l’anidride carbonica sono prodotti dalla decomposizione della materia organica, ma il CH4 è anche prodotto da batteri che si accumulano per anni nell’ecosistema dei bacini e che prosperano nelle acque profonde e nei sedimenti privi di ossigeno. Il metano continua quindi a essere prodotto dai serbatoi anche molto tempo dopo la loro costruzione.

Nel 2000, calcola lo studio, il contributo del metano da specchi d’acqua al riscaldamento globale era del 6% sul totale delle emissioni antropiche di CH4. Questa percentuale è destinata a crescere fino all’8% entro il 2060 solo con le infrastrutture esistenti.

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