Al meteo estremo rispondono le previsioni sempre più accurate

Uno studio internazionale con il Cmcc dedicato a simulazioni climatiche regionali ad altissima risoluzione che possono migliorare la previsione delle precipitazioni estreme. “Queste simulazioni offrono una promettente prospettiva per le indagini sul clima e sui cambiamenti climatici a scala locale e regionale”

Modelli climatici
via depositphotos.com

di Tommaso Tetro

(Rinnovabili.it) – I modelli climatici ad alta risoluzione possono migliorare la previsione delle precipitazioni estreme. Uno studio internazionale che coinvolge gli scienziati del Cmcc (Centro Euro-Mediterraneo per i cambiamenti climatici) presenta il primo insieme di simulazioni climatiche regionali ad altissima risoluzione. E apre promettenti prospettive per le indagini sul clima e i suoi cambiamenti a scala locale e regionale.

Per limitare gli impatti del climate change è essenziale prevederli nel modo il più possibile accurato. I modelli climatici regionali, grazie alla loro alta risoluzione, sono in grado di migliorare la simulazione di eventi meteorologici estremi le cui caratteristiche possono essere influenzate dai cambiamenti climatici. In questo modo è possibile contribuire a contenerne i danni attraverso l’implementazione di azioni di adattamento adeguate, che tengano conto di tali variazioni. Alle loro risoluzioni più alte, tali strumenti sono meglio in grado di rappresentare i fenomeni convettivi, che sono spesso causa di eventi di precipitazioni molto intense e localizzate. In realtà i modelli ‘convection permitting’ sono già ampiamente utilizzati nelle previsioni meteorologiche, ma richiedono grandi risorse di supercalcolo, che limitano il loro uso nella modellazione del clima a lungo termine.

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Il continuo miglioramento nella potenza dei calcolatori, tuttavia, ha reso più accessibile il loro utilizzo nella previsione del clima. Uno studio internazionale condotto da ricercatori di tutta Europa – coinvolti nel progetto Cordex-Fps Flagship pilot study on convective phenomena, inclusi gli scienziati della Fondazione Cmcc – mette in evidenza il primo insieme di scenari climatici prodotti da modelli indipendenti ma con caratteristiche simili; si tratta di simulazioni climatiche regionali ad altissima risoluzione, su scala chilometrica e orizzonte temporale di un decennio. Il progetto Cordex-Fps sull’Europa e la regione del Mediterraneo, incentrato sulle precipitazioni convettive e sulla loro evoluzione dovuta ai cambiamenti climatici, ha selezionato la regione alpina come area di studio.

Per verificare la loro validità, i modelli convection permitting sono stati utilizzati per produrre simulazioni ad alta risoluzione delle precipitazioni dal 2000 al 2009. Il confronto tra la simulazione delle precipitazioni ottenuta tramite i modelli e i dati sulle precipitazioni effettivamente osservati nel periodo considerato hanno dimostrato l’efficacia dei modelli nel simulare gli eventi reali ottenendo, in particolare, buoni risultati per la configurazione messa a punto dal Cmcc. I risultati sono stati confrontati con modelli a risoluzione inferiore, dimostrando che l’alta risoluzione fornisce un miglioramento significativo delle prestazioni del modello.

Secondo Paola Mercogliano, direttrice della divisione Regional models and geo-hydrological impacts alla Fondazione Cmcc – tra gli autori dello studio insieme ai ricercatori Marianna Adinolfi e Mario Raffa – “sebbene esistano ancora differenze tra le simulazioni ad altissima risoluzione e le osservazioni, è evidente che queste simulazioni sono più performanti rispetto alle simulazioni meno risolute nella rappresentazione delle precipitazioni nel clima attuale, e quindi offrono una promettente prospettiva per le indagini sul clima e sui cambiamenti climatici a scala locale e regionale. I miglioramenti più significativi delle simulazioni ad alta risoluzione rispetto a quelle a bassa risoluzione sono stati riscontrati soprattutto in estate, periodo in cui il modello a bassa risoluzione sovrastimava la frequenza e sottostimava l’intensità delle precipitazioni giornaliere e orarie”.

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In media, i modelli a bassa risoluzione sottostimavano gli eventi estremi di precipitazione oraria di circa il 40%, mentre i modelli ad alta risoluzione riducono l’errore a solo il 3% circa. Inoltre, l’incertezza – cioè la variabilità tra i modelli – per quanto riguarda la frequenza oraria della pioggia era quasi dimezzata dai modelli ad alta risoluzione. I decisori fanno affidamento su informazioni climatiche accurate per formulare misure efficaci per adattarsi e mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici. Questo studio presenta una possibilità per migliorare le previsioni delle precipitazioni estreme e consentire processi decisionali basati sulle migliori informazioni disponibili.

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