Le conchiglie ci dicono che i nostri modelli del riscaldamento globale sono affidabili

Uno studio pubblicato su Nature cambia la lettura di alcuni dati che mettevano in dubbio la solidità dei modelli climatici su cui ci basiamo oggi

Riscaldamento globale: la Terra non è mai stata così calda da 12mila anni
credits: Paul Brennan da Pixabay

Il riscaldamento globale durante l’Olocene è aumentato in modo costante

(Rinnovabili.it) – La Terra non è mai stata così calda durante gli ultimi 12mila anni. Il punto definitivo sull’andamento del riscaldamento globale durante l’Olocene, l’epoca geologica più recente, arriva grazie alla conformazione chimica di alcune conchiglie. E svelare questo mistero del passato non è un esercizio che resta confinato tra le 4 mura di un laboratorio universitario, visto che ha un’utilità pratica molto importante per noi oggi: ci dice che i modelli climatici su cui stiamo basando le previsioni (e le nostre politiche) sono davvero affidabili.

Il modo in cui sono cresciute le temperature del pianeta nel corso dell’Olocene finora era materia di dibattito. I modelli climatici che usiamo oggi ricostruiscono un aumento lento e costante. Ma i dati empirici di cui si era a conoscenza finora raccontavano una storia diversa. Si tratta di conchiglie che, per la loro conformazione chimica, indicavano un picco di temperatura circa 6mila anni fa e poi un lento declino del riscaldamento globale. Questa discrepanza tra modello e dati lasciava aperta la possibilità che i nostri strumenti previsionali fossero mal calibrati. Uno studio pubblicato da Nature dimostra che questa interpretazione dei dati è sbagliata. E quindi riabilita, forse una volta per tutte, i modelli climatici in uso.

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Le variazioni nella struttura chimica delle conchiglie, spiegano i ricercatori, riflettono le variazioni stagionali di temperatura. Non quelle annuali, come si credeva. Dopo aver trovato un modo per ricavare l’andamento della temperatura su base annua, il team di studiosi ha constatato che la curva del riscaldamento globale è sempre salita negli ultimi 12mila anni. Prima per il ritiro dei ghiacci al termine dell’ultima era glaciale, poi per l’aumento della concentrazione di gas serra in atmosfera, a cui contribuisce in modo determinante l’uomo con le sue attività.

La conseguenza più importante di questa scoperta è che la lotta al cambiamento climatico appare ancora più urgente. Come spiega al Guardian Samantha Bova della Rutgers University e prima firma dello studio, “ciò significa che il moderno periodo di riscaldamento globale causato dall’uomo sta rendendo più veloce  un incremento di lungo termine delle temperature globali”, e questo fa sì che la situazione di oggi sia “un territorio completamente inesplorato”: il risultato dello studio “sottolinea quanto sia fondamentale prendere sul serio la nostra situazione”.

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