Vigilanza aziendale: Total denunciata per inazione climatica

Quattro ong e 14 enti locali denunciano il colosso francese del petrolio per non aver stilato dei piani di vigilanza e protezione ambientale. Lo scopo dell’azione legale è costringere Total ad allinearsi agli obiettivi dell’accordo di Parigi.

Vigilanza aziendale
Credits: cocoparisienne da Pixabay

La compagnia petrolifera francese produce 458 milione di tonnellate di gas serra, ma non ha un piano di vigilanza aziendale per ridurle.

 

(Rinnovabili.it) – Guai in vista per Total, il più grande gruppo petrolifero francese responsabile dell’1% delle emissioni mondiali di CO2. In Francia, infatti, l’azienda non rispetterebbe il cosiddetto dovere di vigilanza aziendale e, per tale ragione, 14 autorità locali e quattro ong (tra cui Greenpeace) stanno presentando una denuncia contro la compagnia petrolifera per “inazione climatica”. Per la prima volta sul suolo francese, una società delle dimensioni della Total viene accusata di un reato ambientale così grave, ma resta da vedere se la responsabilità verrà attribuita anche da un punto di vista legale.

 

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La denuncia nei confronti di Total fa riferimento sia all’accordo sul clima di Parigi, firmato anche dalla Francia, sia all’obbligo in materia di diritto di vigilanza aziendale, che impone alle più grandi società di pubblicare formalmente dei piani in cui vengono dichiarati gli impegni ad adottare misure per prevenire violazioni ambientali. “Total è legalmente tenuto a identificare i rischi derivanti dal suo contributo al riscaldamento globale e ad adottare le misure necessarie per ridurre le emissioni”, ha dichiarato Sandra Cossart, direttrice di Sherpa, una delle quattro ong.

 

Secondo i calcoli dei querelanti, però, Total non è riuscito a identificare il proprio contribuito, nonostante sia responsabile dell’emissione dell’1% dei gas serra presenti nell’atmosfera. Si tratta di circa 458 milioni di tonnellate, una cifra che supera persino le emissioni totali della Francia. La denuncia, quindi, mira a costringere la compagnia petrolifera a stilare dei piani di vigilanza aziendale e allinearsi così all’obiettivo principale dell’accordo di Parigi, vale a dire limitare l’aumento della temperatura media globale entro 1,5%°C.

 

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Nonostante sia la prima volta in Francia, Total è già stato citato in giudizio per le sue attività in Uganda, dove la distruzione dell’ambiente da parte della compagnia ha indebolito territori e popolazioni. In particolare, la compagnia petrolifera è stata citata in giudizio per il suo piano di realizzazione di centinaia di pozzi di petrolio nei pressi della foresta di Budongo e del Parco Nazionale delle Cascate Murchison, entrambi vicini al lago Alberto.

 

Come dichiara a Euroactiv Patrick Jarry, sindaco del sobborgo parigino di Nanterre dove Total ha il suo quartier generale, “la giustizia può essere uno strumento utile in queste battaglie”. L’Est Ensemble, che riunisce le autorità locali della Senna-Saint-Denis, si è da sempre dimostrato attento alle iniziative volte a ridurre l’impronta di carbonio dei suoi abitanti, promuovendo politiche locali di risparmio energetico, l’uso di energia da fonti rinnovabili e il riciclaggio dei rifiuti.

 

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