Cambiamento climatico: popolo che vai adattamento che trovi

Il cambiamento climatico oltre a modificare gli equilibri ambientali varia le condizioni di benessere umano. Uno studio europeo analizza come si comporterà la popolazione a seconda di età, sesso e livello di istruzione

Progetto europeo FUTURESOC(Rinnovabili.it) – Il cambiamento climatico influenzerà gli equilibri ambientali, ma quali saranno le conseguenze sulla popolazione terrestre? Se lo è domandato uno studio europeo che sta elaborando le prime proiezioni tenendo conto di età, sesso e livello di istruzione dei cittadini fino al 2100. I risultati del progetto faranno quindi da base solida per le future proiezioni che definiranno l’impatto dell’innalzamento della temperatura sul benessere dei popoli.

 

Conosciuto con il nome di FUTURESOC (“Forecasting Societies Adaptive Capacities to Climate Change”) il progetto è sostenuto a livello europeo da un finanziamento del valore di 2,4 milioni di euro concesso dal Consiglio europeo della ricerca (CER).

Tra gli eventi particolari studiati al fine di elaborare proiezioni fedeli di quello che potrebbe essere il futuro, il team guidato dal professor Wolfang Lutz del Centro Wittgenstein di Demografia e capitale umano globale austriaco ha preso in esame la siccità del Sahel nel Nord Africa, l’uragano Mitch nell’America centrale e lo tsunami asiatico valutando inoltre la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici della regione PhangNga/Phuket della Tailandia e l’isola Mauritius nel sud-ovest dell’Oceano Indiano.

 

“Quando cerchiamo di capire quanto saranno pericolosi i cambiamenti climatici per gli esseri umani nel futuro, spesso facciamo l’errore di rapportare le condizioni climatiche previste (per esempio nel 2060) alle condizioni sociali e alle capacità di adattamento di oggi. Non ha molto senso visto che sappiamo che la società sarà diversa in futuro. Se guardiamo indietro alla maggior parte delle società, tali capacità erano molto diverse negli anni 1960 rispetto a oggi e abbiamo ragione di credere che saranno molto diverse anche nel 2060. La difficoltà sta quindi nel trovare un modello scientifico significativo che possa aiutarci a costruire scenari di cambiamenti a lungo termine delle capacità sociali di gestire i cambiamenti delle condizioni climatiche.” 

Gli scenari elaborati, condotti seguendo le variabili età, sesso e livello di istruzione saranno utilizzati anche come punto di partenza per la definizione di nuovi modelli utili alla Valutazione integrata (VI) e di Vulnerabilità, Rischio e Adattamento (VRA) in tutto il mondo.