Usare il carbone? Anacronistico come mandare sms con il telegrafo

Midulla: “Tra tutti i combustibili fossili il carbone é quello che, bruciato, produce più CO2. Farne a meno sarebbe semplice e ovvio, a 200 anni dall’inizio della rivoluzione industriale”

Pinguino a + 5 ° di temperatura  © Kanjano
Pinguino a + 5 ° di temperatura
© Kanjano

(Rinnovabili.it) – Ascolteresti mai la tua musica preferita su un grammofono? O ti scatteresti mai un selfie con un vecchio dagherrotipo? Se le invenzioni del 1800 ti sembrano ormai superate, considera che il pianeta utilizza ancora oggi il più grande anacronismo esistente nel settore energetico: il carbone.

 

A ricordarci questo errore cronologico è oggi il divertente spot del WWF, nuovo contributo della campagna “no al carbone, si al futuro”. Prodotto da Don’t Movie, il video fa sorridere, ma fa anche riflettere. “Tra tutti i combustibili fossili – spiega Mariagrazia Midulla, responsabile clima e energia del WWF Italia – il carbone é quello che, bruciato, produce più CO2. Farne a meno sarebbe semplice e ovvio, a 200 anni dall’inizio della rivoluzione industriale”.

 

 

Eppure ancora oggi continua a costituire la principale minaccia per il clima del pianeta, visto che le emissioni di CO2 provenienti dalla combustione del carbone arrivano a essere del 30% superiori a quelle del petrolio e del 70% superiori a quelle del gas naturale. E la questione riguarda da vicino anche l’Italia, dove – come si legge del rapporto ‘Carbone: un ritorno al passato inutile e pericoloso’  – attualmente sono in funzione 13 centrali a carbone, assai diverse per potenza installata e anche per la tecnologia impiegata. Questi impianti hanno prodotto circa 44.726 GWh nel 2011, 49.141GWh nel 2012 e 45.104 GWh nel 2013 contribuendo rispettivamente all’12,9%, al 14,4% e al 13,7% del fabbisogno elettrico complessivo. Dati, ci ricorda l’associazione del Panda, tutto sommato abbastanza modesti, a fronte dei quali ci siamo però “guadagnati” oltre 38,3 milioni di tonnellate di CO2 solo nel 2011; e nel 2013, malgrado il calo dei consumi, dovrebbero aver superato addirittura i 39,3 milioni di tonnellate, corrispondenti a oltre 1/3 di tutte le emissioni del sistema elettrico nazionale.

 

Al nuovo video la campagna affianca a un’infografica “Combustibili Fossili e Cambiamento Climatico” e una serie di tre fumetti realizzati da Kanjano che raccontano con ironia come gli animali si potrebbero ‘adattare’ ai cambiamenti climatici: un cane da slitta costretto a fare i traslochi per mancanza ormai di neve, un orso bianco a cui sono cresciute le gobbe di un cammello per poter resistere alle alte temperature, un pinguino con il mantello di una zebra per mimetizzarsi nel caldo della savana.

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