Cirillo: la mia ricetta per una vera politica green

Possono davvero convivere in un progetto unico lo sviluppo del lavoro e dell’economia con l’attenzione all’ambiente e alla salute dei cittadini? La risposta del sottosegretario partendo da una fredda analisi sui problemi più urgenti che affliggono il Paese

Cirillo: la mia ricetta per una vera politica greenE’ indubbio che in Italia stiamo attraversando un periodo particolarmente critico in termini di urgenze ambientali e di consapevolezza sui grandi temi della sostenibilità: ci siamo impattati, forse per la prima volta in modo così ravvicinato, con un devastante ciclone tropicale abbattutosi in Sardegna, non riusciamo a venire a capo della dolorosa situazione dell’ILVA e le cronache ci svelano giorno dopo giorno l’aggravamento del degrado del territorio “discarica”  nel triangolo di fuoco.

L’incontro con il dinamico sottosegretario Cirillo ci è sembrata un’ottima occasione per capire qual è il suo approccio alle future politiche ambientali e, in particolar modo,  su quali posizioni si sta muovendo il Ministero.

 

 

Mauro Spagnolo: Sottosegretario Cirillo, in Italia stiamo vivendo l’approccio alla tutela ambientale in modo controverso, a volte addirittura contraddittorio. Quali sono le priorità su questi temi che il Governo si è dato?

Marco Flavio Cirillo: Ci stiamo impegnando anzitutto, anche se non si tratta di una mia specifica delega, per far ripartire il piano di bonifica nazionale. Questo è un tema urgente e di grandissima attualità in quanto nel nostro Paese sono ancora moltissimi i siti che necessitano di urgenti interventi di risanamento.

 

MS: in quale modo volete riattivare il Piano?

MF Cirillo: attraverso il disegno di legge che stiamo portando avanti: ci sarà la possibilità per i privati di recuperare aree fortemente inquinate ottenendo agevolazioni per una riconversione successiva di natura industriale. Questo potrà accadere chiaramente solo nei casi in cui le cause dell’inquinamento non siano imputabili ai soggetti che si proporranno per l’utilizzo del terreno. Mi sembra una possibilità estremamente importante in quanto oggi non possiamo più immaginare che lo Stato si sostituisca –  e il decreto ILVA lo dimostra in pieno – a chi ha prodotto un danno o a chi lo potrebbe sanare, magari vedendone un interesse successivo.  Lo Stato deve essere al di sopra di questi meccanismi e rappresentare lo strumento di regolazione dei sistemi di bonifica.

 

MS: E sul fronte, molto dibattuto, dei rifiuti?

MF Cirillo: Effettivamente si tratta, in questo momento,  di un altro argomento di vitale importanza. Un tema centrale sia per le Amministrazioni che per i cittadini. Su questo fronte possiamo giocare una partita importante per trasformare l’attuale equazione: rifiuto uguale costo di natura sociale e ambientale – basta soffermarsi sull’abbondante uso nazionale delle discariche – in rifiuto uguale risorsa, risorsa intesa come recupero di materiale e di energia.

 

MS: Parliamo della legge di stabilità in via di approvazione definitiva. Dal un punto di vista ambientale la possiamo definire  una norma che ha ottenuto risultati importanti oppure, dal punto di vista della tutela ambientale, avrebbe potuto ottenere qualcosa di più?

MF Cirillo: Il mio giudizio è positivo. Le faccio un esempio di grande attualità: il dissesto geologico. Il Governo ha fatto in modo che gli investimenti relativi ai progetti per la limitazione del dissesto idrogeologico, e per la gestione delle emergenze, non siano conteggiati nel Patto di Stabilità. Questa possibilità è importantissima e servirà a smuovere l’economia sul territorio. Stiamo anche facendo in modo di agevolare i Comuni più virtuosi dando loro la possibilità di continuare ad investire in progetti green utilizzando, ove possibile, finanziamenti europei.

 

MS: Ma spesso i comuni, in particolar modo quelli più piccoli, non hanno al loro interno le competenze per partecipare ad un bando europeo ed accedere al finanziamento…

MF Cirillo: Sono d’accordo con lei e le confermo questa difficoltà sulla base della mia esperienza personale di ex sindaco di un piccolo comune lombardo. Per ovviare a questo stiamo lavorando alla creazione di un’Agenzia di coesione sociale a supporto degli Enti Locali e delle Amministrazioni per aiutarle ad   accedere ai  fondi europei. Metteremo a disposizione competenze tecnico-amministrative per seguire in modo adeguato tutto l’iter previsto,  dalla presentazione di progetti redatti con standard europei,  fino ad arrivare all’ottenimento dei fondi.

 

MS: Dagli stimoli per intraprendere azioni virtuose destinati ai comuni passiamo a quelli per i cittadini. In particolare mi sembra che l’ECOBONUS sia stato un importante passo avanti per ridare ossigeno ad un settore agonizzante…

MF Cirillo: Sulla questione dell’Ecobonus al 65% le assicuro che il Governo ha fatto un grande sforzo, vista la necessità di trovare adeguata copertura finanziaria dovuta alla perdita di gettito per l’erario, perdita che nel corso dei prossimi dieci anni andrà crescendo con l’entrata a regime del beneficio fiscale.  Avremmo quindi bisogno di una copertura di anno in anno attraverso la legge di Stabilità. E la nostra scommessa, e quella dell’intero Governo, è stata quella di garantire nel tempo l’impegno e rendere la misura strutturale, possibilmente  ampliando il novero degli interventi che possono usufruire dell’Ecobonus. Questo non solo per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici italiani,  ma anche per dare un aiuto concreto ad un settore in forte crisi come quello dell’edilizia.

MS: L’Annuario dei dati Ispra ci dà una fotografia sulla salute ambientale del nostro Paese un po’ contraddittoria. Il Ministero quali risposte dà a questa importante fonte e come utilizza questi dati?

MF Cirillo: Voglio dirle a premessa che per il Governo è vitale disporre di dati scientifici e affidabili sullo stato dell’ambiente, dati sui quali definire le politiche ambientali più opportune ed urgenti.

In questo quadro l’annuario dei dati ambientali Ispra ci da delle indicazioni precise. Da una parte denuncia problemi molto gravi come  il consumo di suolo e la qualità dell’aria. Dall’altra è più positiva indicando la diminuzione delle emissioni nazionali di gas serra. Le stime provvisorie per il 2012 parlano di un’ulteriore diminuzione del 5% rispetto al 2011: un dato grazie al quale il calo di emissioni rispetto al 1990 arriva complessivamente al 10,5%, rendendo plausibile il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Protocollo di Kyoto.

 

MS: Insomma è possibile pensare ad una stagione di politica ambientale più responsabile…

MF Cirillo: Credo che Il vero compito di chi gestisce le politiche ambientali sia quello dapprima di tenere conto delle indicazioni che giungono dai cittadini – anche quelle  basate su luoghi comuni –  ma poi di prender proprie e autonome decisioni poggiate su dati scientifici come quelli forniti dal rapporto dell’Ispra. Sulla base di queste considerazioni cresce la mia convinzione che si possa operare concretamente, anche in questo Paese, affinché lo sviluppo del lavoro, della salute e dell’ambiente non siano obiettivi tra loro in antagonismo, ma partecipino ad un progetto unico ed integrato: la politica deve solo avere il coraggio di prendere decisioni e vigilare che siano concretamente realizzate. Ne va del futuro del nostro Paese.