Clima: raccolti a rischio già dal 2030

Un aumento della temperatura di soli 2° C potrebbe sconvolgere il clima e minacciare i raccolti già a partire dal 2030, lo rivela uno studio universitario

Clima: raccolti in pericolo(Rinnovabili.it) – Un clima che cambia porta con sé diverse conseguenze. Dai cambiamenti nella frequenza degli eventi meteo alla possibilità o meno di coltivare ancora in alcune zone anche se quello che adesso spaventa è la possibilità di danni ingenti ai raccolti futuri. Lo ha messo in evidenza uno studio dell’Università di Leeds secondo cui i raccolti previsti per il 2030 potrebbero essere particolarmente danneggiati dai mutamenti degli equilibri naturali conseguenti ad un innalzamento della temperatura di 2° C. Alluvioni e siccità potrebbero infatti portare ad una riduzione dei raccolti concentrata soprattutto nelle regioni tropicali, problematica che però potrebbe essere compensata da stagioni di crescite più lunghe in altre regioni dove le temperature saranno più elevate così come anche le concentrazioni di anidride carbonica.

 

Il nuovo rapporto, intitolato  A meta-analysis of crop yield under climate change and adaptation, prevede che anche solo un aumento di 2 gradi apporterà conseguenze negative all’agricoltura nelle regioni temperate e tropicali dal 2030 in poi. “La nostra ricerca mostra che i raccolti saranno influenzati negativamente dai cambiamenti climatici molto prima del previsto”, ha detto il professor Andy Challinor della School of Earth and Environment presso l’Università di Leeds e autore principale dello studio, in una dichiarazione. “Inoltre, l’impatto dei cambiamenti climatici sulle colture varierà sia di anno in anno che da luogo a luogo – con la variabilità  che diventerà sempre maggiore in quanto il clima diventerà sempre più irregolare”.

Il documento è stato redatto grazie all’utilizzo di dati e risultati ottenuti a seguito di circa 1700 valutazioni effettuate valutando la resa di coltivazioni di riso, mais e grano. “Non appena sono stati resi disponibili più dati abbiamo visto un cambiamento nel consenso, che ci rivela come gli impatti dei cambiamenti climatici nelle regioni temperate si verificheranno prima del previsto”, ha detto il professor Challinor.

Il rapporto, pubblicato sulla rivista Nature Climate Change sarà ora esaminato dall’IPCC che avverte che impatti climatici sulle rese dei raccolti aumenteranno durante la seconda metà del decennio con diminuzioni dei raccolti di oltre il 25 per cento.

“Il quadro complessivo resta negativo, e ora stiamo iniziando a vedere come la ricerca può supportare l’adattamento evitando gli impatti peggiori” ha concluso Challinor.