Climate change: cosa aspettarsi dal G20 di Hangzhou

USA e Cina potrebbero ratificare l’Accordo di Parigi, facendo da traino all’impegno delle altre potenze. Ma gli esperti avvertono: bisogna fare molto di più

Climate change: cosa aspettarsi dal G20 di Hangzhou

 

(Rinnovabili.it) – Per poter mantenere le promesse fatte con l’Accordo di Parigi, gli Stati membri del G20 dovranno ridurre di sei volte le loro emissioni climalteranti entro il 2030. È quanto rivela “Brown to Green”, il rapporto pubblicato ieri da Climate Transparency proprio in vista del vertice che avrà luogo per la prima volta in Cina, il 4 e 5 settembre.

Realizzato da un gruppo di esperti internazionali, il report esamina una serie di indicatori dell’azione climatica nelle economie del G20 restituendo una sorta di pagella sul lavoro svolto finora e incitando le venti potenze, che questo fine settimana si incontreranno nella città di Hangzhou, a incrementare sforzi e impegni.

 

Cambiamenti climatici e finanza verde saranno infatti due dei temi all’ordine del giorno del summit cinese, l’ultimo a cui prenderà parte Barack Obama. Ed è proprio per questo motivo che il presidente USA – che spera di consolidare l’azione sul climate change come una delle eredità del suo mandato – intende portare a casa un risultato tangibile da questo vertice. Gli ultimi rumors ritengono possibile che Cina e Stati Uniti annuncino congiuntamente la ratifica dell’Accordo di Parigi, definendo anche le azioni per rallentare i sussidi ai combustibili fossili. Una mossa che farebbe da traino anche per tutti gli altri Paesi.

 

L’intesa Usa-Cina sul clima è una delle ragioni che hanno permesso l’accordo di Parigi, e spingerò per andare avanti su questo fin tanto che occuperò questo incarico e forse anche dopo. C‘è un proverbio che dice: Uniti si va lontano”, ha commentato Obama in viaggio dalle Hawaii a Hangzhou. Le due potenze sono oggi i maggiori contribuenti al cambiamento climatico in termini di emissioni di gas serra e il loro impegno congiunto, annunciato nel 2014, ha permesso alla COP21 di fare quei, seppur timidi, passi avanti nei negoziati internazionali. Gli occhi sono dunque tutti puntati sul vertice del G20, che potrebbe imprimere l’accelerazione sperata ai colloqui dell’UNFCCC. Ottenere la ratifica dell’Accordo di Parigi da parte dei membri del G20 è essenziale affinché si possa entrare nel vivo dell’azione climatica. Tuttavia, ad oggi solo 23 paesi hanno reso effettivo l’impegno preso e all’appello mancano quasi tutti i grandi.

Inoltre, con la Repubblica Popolare che rappresenta ancora più della metà del consumo di carbone a livello globale, e i paesi del G20 finora impegnati a solo un sesto dei tagli delle emissioni necessari per mantenere la temperatura globale a “al di sotto di 2 gradi Celsius”, la strada appaia ancora tutta in salita.

 

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