Lo scheletro nell’armadio

Il tanto discusso Decreto del fare, atteso dagli italiani come l’atto di prova sull’attendibilità del Governo dalle larghe maglie politiche, ha immediatamente mostrato un grande, immenso scheletro nell’armadio: la  questione sulla bonifica delle falde acquifere contaminate. Il decreto infatti prevedeva, a sorpresa, la modifica dell’art 243 del Testo Unico Ambientale del 2006,  che imponeva sanzioni […]

New PictureIl tanto discusso Decreto del fare, atteso dagli italiani come l’atto di prova sull’attendibilità del Governo dalle larghe maglie politiche, ha immediatamente mostrato un grande, immenso scheletro nell’armadio: la  questione sulla bonifica delle falde acquifere contaminate.

Il decreto infatti prevedeva, a sorpresa, la modifica dell’art 243 del Testo Unico Ambientale del 2006,  che imponeva sanzioni a chi inquinava le falde, introducendo “l’innovativo” principio del far dipendere l’obbligo alla bonifica da fattori di sostenibilità economica dell’impresa inquinatrice. E questo, in Italia, sappiamo tutti quello che può significare nella pratica: licenza di inquinare il territorio e l’acqua senza più limitazioni.

 

Il peso ambientale di questa folle norma contenuta nel recente decreto, ha fatto insorgere associazioni, movimenti e gruppi di Deputati in un’azione di forte pressione politica che ha prodotto alcuni emendamenti al testo discussi nelle commissioni parlamentari competenti. In questo bisogna dare atto al neo Ministro  Orlando di aver condiviso queste preoccupazioni ed di essersi esposto per apportare le indispensabili modifiche al testo.

 Il risultato?  La recente cancellazione dei passaggi incriminati con il ritorno in aula del testo senza i due punti di maggiore criticità:

  1. la sostituzione dell’obbligo di  “eliminazione” del fattore inquinante, sostituita dalla sola “attenuazione”
  2. l’introduzione del principio che rendeva necessaria la bonifica permanente solo “ove possibile e economicamente sostenibile”.

 

 

Gli interessi delle lobby industriali su queste delicate questioni non ci fanno esultare in modo definitivo. I pericoli ancora esistono e sono concreti. Bisognerà quindi attendere  con ansia, senza abbassare la vigilanza, la conclusione dell’iter legislativo, ma a chi scrive sembra già un ottimo risultato quello di aver, al momento, neutralizzato lo scheletro nell’armadio.  L’ennesima prova che il controllo dei cittadini sulle questioni molto vicine alla qualità della loro vita è indispensabile e, magari alla lunga, vincente.

 

Vigiliamo, vigiliamo.