Dieselgate: sanzioni fantasma anche per i veicoli commerciali truccati

Solo 6 Stati su 28 hanno dichiarato l’ammontare e le specifiche delle multe per camion e trattori in caso di violazioni dei regolamenti sulle emissioni

Dieselgate: sanzioni fantasma anche per i veicoli commerciali truccati

 

(Rinnovabili.it) – Se c’è una costante nel modo in cui gli Stati membri dell’Ue stanno gestendo lo scandalo delle emissioni truccate, è la difesa dei propri interessi nazionali. Quando scoppiò il dieselgate un anno fa, nel mirino era finita Volkswagen e la Germania. Poi la vicenda si allargò anche ad altre case automobilistiche e si verificarono due fenomeni paralleli: i paesi abbassarono i limiti di multe e sanzioni, molti sotto la soglia dei 10mila euro, e iniziarono colpi bassi tra Stati, come il lungo braccio di ferro tra Italia e Germania proprio sulle sanzioni.

Fin qui le emissioni truccate sui veicoli per passeggeri. Ma la situazione non cambia di molto se si passa a considerare i veicoli commerciali, camion e trattori su tutti: anche in questo caso pare che l’interesse degli Stati non sia fare chiarezza, bensì insabbiare il dossier.

 

Nel novembre 2015, due mesi dopo lo scoppio del dieselgate, la Commissione aveva inviato una lettera ai Ventotto. Chiedeva lumi su quali penalità ciascun membro avesse previsto nel proprio ordinamento nazionale in caso di uso illecito di software per truccare i risultati dei test sulle emissioni. Non per le auto, settore dove le sanzioni sono uniformemente basse e raggiungono importi ridicoli in Italia, ma sui veicoli commerciali come camion e trattori.

La richiesta è rimasta lettera morta. Gli Stati avevano tempo fino all’inizio del 2016 per rispondere, ma solo i tre paesi baltici hanno rispettato quella scadenza. E al momento attuale, oltre a Estonia, Lettonia e Lituania, solo altri 3 paesi hanno comunicato i dati a Bruxelles (Cipro, Finlandia e Paesi Bassi). Sei Stati su 28: gli altri tacciono.

I governi nazionali “hanno fallito nel mettere in campo forti sanzioni perché non hanno mai avuto davvero l’intenzione di penalizzare alcuno – commenta Julia Poliscanova della Ong Transport & Environment – Stanno ancora tentando di proteggere l’industria dell’auto, un anno dopo il dieselgate”.

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