Dopo COP21 – Parigi: ora l’impegno è nostro

(Rinnovabili.it) – L’accordo stipulato a Parigi per individuare una svolta energetica e di comportamenti sociali per ridurre l’emissione di gas serra rilancia con prepotenza lo sviluppo della green economy. 187 governi di altrettanti Paesi, compresi tutti i grandi emettitori di gas serra, Cina e USA in testa, hanno preso rilevanti impegni nazionali di riduzione delle […]

MORANDI EDITORIALE(Rinnovabili.it) – L’accordo stipulato a Parigi per individuare una svolta energetica e di comportamenti sociali per ridurre l’emissione di gas serra rilancia con prepotenza lo sviluppo della green economy.

187 governi di altrettanti Paesi, compresi tutti i grandi emettitori di gas serra, Cina e USA in testa, hanno preso rilevanti impegni nazionali di riduzione delle emissioni, stipulando un patto per verificare periodicamente e globalmente tali impegni.

 

La conferenza ha voluto anche indicare la necessità di non far aumentare la temperatura del nostro pianeta al di sopra di 1,5 C rispetto all’era preindustriale.

Dobbiamo constatare che la diplomazia internazionale ha fatto la sua parte individuando azioni e traguardi estremamente ambiziosi, anche rispetto alle attese della vigilia.

Dunque ora possiamo essere tranquilli rispetto all’ambiente che la nostra terra offrirà ai suoi abitanti?

 

La COP 21 ha tracciato obiettivi e percorsi virtuosi certamente, ma ora starà ai singoli Paesi dare loro effettiva attuazione.

Ma anche rispetto alla azioni che intraprenderanno i governi noi non possiamo pensare di essere dei semplici spettatori: spetterà ad ognuno di noi, organizzazione o semplice cittadino, lavorare alacremente per costringere i governanti a dare piena attuazione agli impegni presi.

Non solo le organizzazioni ambientaliste ma ogni attore che può esercitare una qualche influenza sulla società dovrà assumere un ruolo proattivo rispetto ai traguardi prefissati.

 

Oggi non vi sono più scuse al riguardo: cosa si deve fare è stato scritto e approvato all’unanimità da praticamente tutte le Nazioni che occupano il nostro pianeta, dunque oggi bisogna agire in una direzione ormai non più in discussione.

Non potremo più tollerare che attraverso leggine o provvedimenti amministrativi si impongano restrizioni alla diffusione delle fonti di energia rinnovabile, che si continui a non affrontare il problema di una mobilità troppo inquinante, che ci si dimentichi dei provvedimenti da prendere nei confronti del patrimonio edilizio o dell’attività agricola: chiudere gli occhi di fronte a provvedimenti contrari a quanto votato a Parigi, non solo vuol dire venir meno ad impegni precisi ma, ormai è chiaro a tutti, vuol dire distruggere la possibilità di vita umana sul nostro pianeta.

 

di Giancarlo Morandi, presidente Cobat

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