In Umbria la differenziata mette le ruote

Rometti: “Con il progetto ‘Emares’, l’Umbria sperimenta pratiche innovative nella gestione e nel trattamento dei rifiuti”

emares

(Rinnovabili.it) – E’ stato battezzato Emares, acronimo dell’inglese “Enhanced material recovery and environmental sustainability for small scale waste management systems ed è il progetto europeo avviato nell’ambito del programma comunitario Life+. L’iniziativa scientifica è stata la protagonista dell’incontro sulle nuove tecnologie per il recupero dei rifiuti  organizzato dal comune di Magione, dalla Regione Umbria, dalle società di gestione Gesenu e Tsa e dall’Università degli Studi di Perugia, partner (e nel caso della Regione, capofila) di Emares.

 

Il progetto, avviato formalmente lo scorso 2 dicembre, si propone di implementare pratiche innovative nella gestione e nel trattamento dei rifiuti che prenderanno corpo nei Comuni di Perugia e dell’area del Lago Trasimeno. Come spiegato dall’assessore regionale all’Ambiente, Silvano Rometti, nei tre anni a disposizione il progetto si occuperà di sviluppare di sistemi informativi per monitorare la corretta esecuzione della raccolta differenziata da parte dei cittadini, incrementando l’efficienza degli impianti di selezione e trattamento meccanico-biologico di Ponte Rio. L’obiettivo finale è quello di aumentare la percentuale di materiale destinata a recupero anziché a discarica, e di potenziare i processi tecnologicamente avanzati di trattamento dei rifiuti organici.

 

L’incontro è stata anche l’occasione per presentare il nuovo mezzo realizzato secondo le linee guida del progetto: una “ricicleria mobile”, un piccolo automezzo che muovendosi nel territorio, consentirà un facile conferimento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, piccoli elettrodomestici e oli vegetali usati.

 “Questo progetto – ha spiegato Rometti – potrà consentire un aumento dei ricavi derivanti dalla vendita di tali prodotti, compreso il fertilizzante derivante dal compostaggio dei rifiuti organici,  e soprattutto garantire risparmi economici grazie all’incremento dell’efficienza energetica del processo. In questo modo, si potranno abbattere i costi di gestione complessivi del servizio e pertanto ridurre gli oneri tariffari a carico dei cittadini”.