CO2: quel consumo europeo che inquina in Cina

Produrre in Cina per commercializzare in Usa e Europa sbilancia gli inventari che tengono conto della produzione di inquinanti. Questa la riflessione dell’IPCC

CO2(Rinnovabili.it) – Aumenta l’inquinamento in Cina. Sicuramente la maggior parte delle emissioni sono generate dall’attività industriale, ma per chi lavorano queste strutture? Nuovi documenti evidenziano come da Stati Uniti e Europa sia aumentata la richiesta di prodotti elettronici di fabbricazione asiatica, meccanismo che si traduce in un aumento della produzione cinese e quindi in un maggiore rilascio di inquinanti in loco.

I paesi più ricchi stanno dando sempre più spesso in outsourcing la produzione di beni di consumo localizzando le attività nelle economie in via di sviluppo dove poi vengono rilasciate le emissioni.

La bozza dell’ultimo rapporto dell‘Intergovernmental Panel on Climate Change, ha dichiarato che le emissioni di anidride carbonica e degli altri gas serra sono aumentate due volte più velocemente nel primo decennio del 21° secolo rispetto a quanto fatto nei tre decenni precedenti.

Dal 2000, le emissioni annue di anidride carbonica per la Cina e le altre economie emergenti sono più che raddoppiate a quasi 14 miliardi di tonnellate all’anno, ma di queste circa 2 GigaTonnellate all’anno sono state prodotte  dalla fabbricazione di beni per l’esportazione.

“Una quota crescente di emissioni di CO2 derivata da combustibili fossili nei paesi in via di sviluppo viene rilasciata dalla produzione di beni e servizi esportati, in particolare dai paesi a medio-alto reddito per i paesi ad alto reddito”, dice il rapporto evidenziando che al momento la Cina e le altre economie emergenti producono più inquinanti delle industrie di America e Europa.

A causa di questo meccanismo la produzione di inquinanti appare completamente sbilanciata e secondo gli analisti al momento non sono a disposizione dati certi sulla produzione di beni destinati all’esportazione e appare quindi difficile la rendicontazione delle relative emissioni.

“Se nel nostro inventario nazionale per comprendere le tendenze delle emissioni prendiamo in considerazione solo il nostro inventario, non stiamo dando il quadro completo del nostro impatto”, ha dichiarato Cynthia Cummis, esperto di contabilità dei gas a effetto serra presso il World Resources Institute. “Abbiamo bisogno di capire il ciclo di vita completo di tutti i beni e dei servizi che stiamo acquistando e vendendo.”