La fame nel mondo torna a crescere nel 2016

A due anni dal varo dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, la fame nel mondo è aumentata invece di diminuire, a causa dei conflitti e del cambiamento climatico

fame nel mondo

 

Clima e guerre hanno fatto aumentare la fame nel mondo

 

(Rinnovabili.it) – Il trend degli ultimi dieci anni si è invertito e la fame nel mondo è tornata a crescere. Il fenomeno ha riguardato nel 2016 ben 815 milioni di persone, l’11% della popolazione mondiale, con un aumento di 38 milioni rispetto al 2015. La relazione annuale delle Nazioni Unite sulla sicurezza alimentare e l’alimentazione suona come una campana a morto per un modello di sviluppo che fino ad oggi è stato promosso a pieni voti. A far crollare il castello di carte di una globalizzazione fondata sull’industrializzazione spinta dei processi produttivi è la sua stessa nemesi, il cambiamento climatico. Insieme ai conflitti, è indicata dal rapporto come la principale causa dell’aumento di affamati sul pianeta.

I dati diffusi dall’ONU descrivono una doppia sconfitta, dal momento che si tratta del primo rapporto dopo  l’adozione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Tra gli obiettivi del piano, la fine della fame e di tutte le forme di malnutrizione entro il 2030 è individuata come una priorità politica, ma due anni dopo il varo dell’Agenda, bisogna prendere atto che stiamo andando in una direzione opposta.

 

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I paesi più colpiti sono l’Asia, con 520 milioni di persone affamate, l’Africa (243 milioni), l’America latina e i caraibi (42 milioni). Tutte aree esposte senza protezioni adeguate agli effetti più drastici del cambiamento climatico e dilaniate da conflitti e tensioni sociali. Per contro, sulla Terra si contano 641 milioni di adulti che soffrono di obesità, il 13% del totale. Si stima anche che 41 milioni di bambini siano ormai in sovrappeso, contro 52 milioni sottopeso.

Lo scenario, per il momento, sembra destinato soltanto a peggiorare: carestie hanno colpito parti del Sud Sudan per diversi mesi all’inizio del 2017, e vi è un alto rischio che possano tornare per colpire anche altri luoghi già in conflitto, dalla Nigeria nordorientale alla Somalia, fino allo Yemen. Lo stesso vale per le regioni più severamente affette da siccità o inondazioni legate anche all’azione del fenomeno meteorologico di El Niño.

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