Festambiente: consegnato il Premio Ambiente e Legalità a chi combatte i “Ladri di futuro”

Premiati a Festambiente amministratori, giornalisti, magistrati e forze dell’ordine per il loro impegno verso l’Ambiente e la Legalità. Presentati in anteprima i dati di Ecomafia 2022 sull’emergenza incendi connessi ai rifiuti

festambiente
via depositphotos.com

Secondo i dati di Legambiente dal 2013 ad oggi sono 1.379 gli incendi che hanno compito gli impianti di rifiuti

(Rinnovabili.it) – Si è concluso ieri il tradizionale appuntamento con Festambiente, il festival nazionale di Legambiente giunto alla sua trentaquattresima edizione e organizzato a Rispeschia (Gr). In occasione dell’evento è stato assegnato anche il 18esimo Premio Ambiente e Legalità dedicato a coloro che, in prima persona combattono quotidianamente le attività ecocriminali. Amministratori, giornalisti, magistrati e forze dell’ordine e delle Capitanerie di Porto impegnati nella lotta contro quelli che sono stati definiti “ladri di futuro”, solitamente parte della criminalità organizzata.

I riconoscimenti assegnati – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente in occasione di Festambiente – ben raccontano l’impegno concreto per contrastare le illegalità ambientali, che minacciano l’ambiente ma anche la salute dei cittadini e l’economia sana della Penisola. È fondamentale non abbassare la guardia contro i ladri di futuro, a maggior ragione in un momento storico in cui dovremo spendere ingenti risorse pubbliche previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, usando i delitti ambientali inseriti nel codice penale nel 2015 e scongiurando in ogni modo il rischio di infiltrazioni ecomafiose nei cantieri per la realizzazione delle opere e degli impianti che servono alla transizione ecologica del paese. Ma oltre all’impegno dei singoli cittadini, di magistrati e forze dell’ordine, in attesa della nuova direttiva europea sui reati ambientali, per prevenire e contrastare la criminalità ambientale è importante che siano messi in atto interventi normativi e azioni mirate per potenziare l’organico delle strutture investigative che operano nel contrasto alle illegalità ambientali e alzare il livello qualitativo dei controlli pubblici ambientali in tutta Italia, a partire dal Centro-Sud. Servono nuove risorse economiche finalizzate all’aumento del personale delle Agenzie regionali protezione ambiente e all’acquisto della strumentazione innovativa per effettuare i monitoraggi e si deve procedere speditamente all’approvazione dei decreti attuativi della legge 132 del 2016, che ha istituito il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, colpevolmente dimenticati in qualche cassetto del ministero della Transizione ecologica”.

In anteprima a Festambiente i dati di Ecomafia 2022

Dal gennaio 2013, ovvero quando Legambiente ha iniziato il suo monitoraggio, a giugno 2022 gli incendi agli impianti di trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti è salito a 1.379. Sono poco confortanti i dati presentati in anteprima a Festambiente che anticipano il consueto report autunnale Ecomafia 2022. A detenere il primato in negativo è la Sicilia, con 198 incendi, seguita da Campania (173), Lombardia (158), Lazio (139), Piemonte (112), Toscana (102). Numeri così alti dimostrano purtroppo la presenza di un problema ormai cronico nella gestione dei rifiuti, dove l’incendio diventa solo il culmine di una chiara strategia criminale. La strategia illecita solitamente prevede l’utilizzo di capannoni industriali, utilizzati come depositi di rifiuti che, una volta riempiti, vengono sistematicamente incendiati, mettendo a repentaglio la salute dei cittadini e provocando danni ambientali estremamente vasti.

Leggi anche Ecomafia 2021, il Covid non ferma i reati ambientali

I vincitori del Premio Ambiente e Legalità

I riconoscmenti della diciottesima edizione del Premio assegnato in occasione dei Festambiente, sono andati a:

  • Maria Antonietta Troncone, Procuratore della Repubblica della Procura di Napoli Nord, per la sensibilità dimostrata e l’attività di demolizione di immobili abusivi effettuata da procuratore della Repubblica presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere;
  • Giovì Monteleone, Sindaco di Carini, che smentisce decisamente il luogo comune per cui chi demolisce edifici abusivi perde consenso politico;
  • Graziella Di Mambro, giornalista di Latina Oggi e La Via Libera, per la forte sensibilità ambientale manifestata con numerosi articoli e inchieste pubblicate incentrate sul racket dei rifiuti, sull’abusivismo edilizio e sulla presenza di organizzazioni mafiose nella provincia di Latina;
  • NIPAAF Carabinieri Forestali di Reggio Calabria, per il costante impegno a tutela dell’ambiente ben rappresentato dall’operazione “Mala Pigna”, indagine da cui emerge la diretta gestione della filiera dei rifiuti da parte del clan Piromalli; Capitaneria di porto di Trapani per la costante attività di contrasto all’illegalità, sia in mare che sulla costa;
  • Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Trento per l’operazione “Brennero” che, nell’ambito del monitoraggio delle grandi opere, ha fatto emergere uno smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti in bonifiche agrarie della Valle di Non, aree di pregio che sarebbero state destinate a produzione agricola e alimentare;
  • Sezione Polizia Stradale Udine della Polizia di Stato per le attività di indagine svolte in particolare nell’ambito dell’operazione “Black Tyres”, che hanno portato a scoprire, partendo da controlli su una sospetta attività di trasporto di pneumatici fuori uso (PFU), un vero e proprio traffico internazionale di rifiuti verso l’Africa;
  • Unità operativa tutela ambientale della Polizia Municipale di Napoli, per le attività di contrasto ai fenomeni di abbandono di PFU nella “Terra dei fuochi”; Comando provinciale Carabinieri di Belluno per il lavoro investigativo svolto nel contrasto ai traffici illeciti di rifiuti, in particolare nell’ambito dell’inchiesta denominata “Plastic connection” che ha smascherato una rete di trafficanti che operava tra le province venete e la Campania;
  • Comando provinciale della Guardia di finanza di Grosseto per l’impegno profuso per contrastare attività illecite e contraffazioni connesse con reati ambientali, in modo particolare nell’ambito agroalimentare con riferimento al settore vitivinicolo per la tutela delle produzioni tipiche e dei marchi di qualità del territorio maremmano. È stato assegnato anche il premio alla memoria per Benedetto Ricci, già generale di brigata, comandante del Corpo forestale dello Stato di Ascoli Piceno, in ricordo delle attività di indagine contro i fenomeni d’illegalità ambientale e agroalimentare.

Articolo precedenteThe Line, l’Arabia svela il design della prima smart city a “gravità zero” larga 200 mt e lunga 170 km
Articolo successivoArriva dal metabolismo dei batteri il biodiesel per alimentare i jet

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui