Foreste: il patrimonio nazionale è in crescita

Il terzo Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio (INFC) ha evidenziato una crescita delle foreste di 600mila ettari

Foreste(Rinnovabili.it) – Buone nuove dal terzo Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio (INFC) condotto dal Corpo Forestale dello Stato. La presenza di verde dal 2005 risulta infatti aumentata di 600mila ettari, con una crescita sorprendente nelle regioni del centro e sud Italia per un totale nazionale di 10,9 milioni di ettari.

Le previsioni effettuate serviranno per la revisione finale degli impegni previsti dal Protocollo di Kyoto ed evidenziano un progressivo aumento della superficie verde anche per tutto il 2015.

Le foreste assumono quindi un ruolo sempre più strategico nella mitigazione dei cambiamenti climatici grazie alla capacità di assorbire CO2 e immagazzinare carbonio, quantitativo esaminato e catalogato dall’INFC e stimato basandosi su dati storici.

Per salvaguardare il clima è importante infatti la contabilizzaione della quantità di carbonio organico contenuta in quelli che l’IPCC ha identificato come i 5 serbatoi di carbonio in cui vengono suddivisi gli ecosistemi forestali ovvero biomassa epigea e ipogea, legno morto, lettiera, componente organica del suolo. 

 

Dalle stime condotte risulta che “la quantità di carbonio organico presente nella componente viva epigea dei boschi italiani (alberi vivi, rinnovazione e arbusti) ammonta a 472.7 milioni di tonnellate e quella rimossa dall’atmosfera annualmente ammonta a circa 12.6 milioni di tonnellate” si legge nel comunicato stampa diffuso nel quale si precisa che “il legno morto contiene 24.9 milioni di tonnellate di carbonio organico, la lettiera 28.3 milioni di tonnellate, mentre la quantità di carbonio organico negli orizzonti organici e minerali del suolo è stimata in 715.7 milioni di tonnellate”. Per un totale trattenuto equivalente a 1,24 miliardi di tonnellate di carbonio organico.

 

Appresi i numeri Legambiente ha commentato ricordando che le foreste potrebbero realmente fare molto di più per il rallentamento delle conseguenze del cambiamento climatico se la gestione fosse ottimizzata. “Al di là dei ripetuti tentativi di dotare il Paese di programmi organici, non è infatti mai decollata in termini applicativi una politica forestale nazionale” ha specificato Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente, sui dati diffusi oggi dal Corpo forestale dello Stato, secondo cui le foreste italiane assorbono la metà delle emissioni di CO2 del comparto dei trasporti. “Di fatto – aggiunge Nicoletti – nel nostro paese, il governo non ha ancora considerato prioritaria una politica di gestione sostenibile delle foreste che punti sulla qualità e la sostenibilità dei nostri boschi e contribuisca al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Se i nostri ecosistemi forestali riescono a mostrare una certa stabilità non è certo merito di strategie nazionali” ricordando che lo stato di conservazione dei boschi in Italia appare spesso insoddisfacente.