Inceneritori, tiro alla fune tra Regioni e Governo

L ’articolo 35 del decreto SbloccaItalia ha messo sul piede di guerra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, ma Galletti avverte “Chi scarta determinate ipotesi deve anche dare soluzioni”

Inceneritori, tiro alla fune tra Regioni e Governo

 

(Rinnovabili.it) – “Se le Regioni si oppongono alla norma dello Sblocca Italia che prevede il trasferimento dei rifiuti da una Regione all’altra per l’ incenerimento, devono proporre altre soluzioni per evitare che il rischio di infrazione europea diventi realtà”. Così il Ministro Galletti ha voluto rispondere ai no che in questi giorni Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte continuano a ribadire contro l’articolo 35 dello SbloccaItalia. La norma della discordia è quella riguardante l’utilizzo a piena capacità degli inceneritori, una disposizione che implicherebbe la mobilità dei rifiuti solidi urbani fra le regioni. In altre parole, i rifiuti del Sud verrebbero smaltiti nel Nord, creando una vera e propria rete nazionale di termovalorizzatori.

 

Ma per molti si tratterebbe dell’ennesimo provvedimento svuota competenze regionali, e come ha tenuto a ribadire il presidente del Veneto Luca Zaia, costituirebbe “l’ennesimo schiaffo ai virtuosi e un immeritatissimo ennesimo regalo a chi non ha saputo o voluto affrontare con raziocinio un problema come quello dei rifiuti, che non è certo un’emergenza nata ieri ma, purtroppo, la regola in alcuni territori del Paese”. “L’autosufficienza regionale in materia di smaltimento rifiuti – gli fa eco l’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia Claudia Maria Terziresta la nostra priorità. Qui non è mutuo soccorso ma una resa incondizionata ad una situazione inaccettabile che dipende esclusivamente dalla totale assenza di volontà e responsabilità di alcuni politici”.

 

Posizione diametralmente opposta a quel del ministro Galletti che a margine del convegno ‘Non bruciamo il made in Italy’, tenutosi ieri a Roma ha innanzitutto ricordato cosa oggi l’Italia rischia sul fronte delle sanzioni comunitarie. Sono oltre  sette anni che l’Unione Europea chiede al Belpaese di intervenire sulla questione rifiuti su cui pendono oggi ben 22 procedure di infrazione. “In alcune regioni abbiamo un problema serio di rifiuti, come in Campania per la quale esiste una procedura di infrazione molto avanzata” – spiega Galletti – “Chi scarta determinate ipotesi ci deve anche dare soluzioni a quel problema, perché se l’infrazione va avanti diventa un problema reale per il nostro Paese”, ha aggiunto il ministro, che si è detto “pronto a qualsiasi confronto con le Regioni”.

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