Inquinamento: accordo in UE sulle emissioni di azoto e zolfo

I sistemi i riscaldamento per uso residenziale, industriale o domestico da massimo 5 MW avranno libertà di inquinamento fino al 2030

Inquinamento accordo in UE sulle emissioni di azoto e zolfo_

 

(Rinnovabili.it) – Dopo un negoziato complesso all’interno del Parlamento Europeo è arrivata la bozza di accordo sul tetto all’inquinamento derivante dalle emissioni degli impianti di combustione di medie dimensioni. E prevede un’entrata in vigore calma e lontana.

Un tetto che andrà ad applicarsi ai 143 mila impianti di energia elettrica o di sistemi di riscaldamento per uso domestico, residenziale o industriale presenti nell’UE. La normativa dovrebbe, una volta approvato dal Consiglio dei rappresentanti permanenti (Coreper), essere messa ai voti in Commissione Ambiente.

 

La volontà è uniformare il sistema, in modo da ridurre gli oneri amministrativi per le piccole imprese. Mentre i piccoli impianti sono coperti dalla direttiva europea ecodesign, e quelli di grandi dimensioni dalla direttiva sulle emissioni industriali, le emissioni di inquinanti atmosferici da impianti di combustione medi non sono ancora regolamentate da una specifica normativa a livello comunitario.

 

Inquinamento accordo in UE sulle emissioni di azoto e zolfo -

 

Gli inquinanti da abbattere sono anidride solforosa e ossidi di azoto. In diverse zone dell’Unione, queste sostanze vengono emesse a oltre i livelli di qualità dell’aria europei. Così ai rappresentanti degli Stati membri in Europa tocca decidere se regolarle e come.

«I negoziati sono stati molto complessi, in quanto la direttiva stessa è molto tecnica – ha detto Andrzej Grzyb, europarlamentare che sta coordinando la procedura legislativa – Alla fine, penso che abbiamo trovato un approccio equilibrato tra l’impatto ambientale e la riduzione degli oneri per gli operatori, per lo più piccole e medie imprese. Spero che il Coreper confermerà il risultato, e che assicurerà una maggioranza sostanziale per la relazione in Commissione».

 

Come originariamente proposto dalla Commissione Europea, i valori massimi di emissione per anidride solforosa (SO2), ossidi di azoto (NOx) e polveri degli impianti di combustione esistenti con potenza termica superiore a 5 MW, entrerebbero in vigore dal 2025. Per le centrali più piccole, con potenza termica tra 1 e 5 MW, di solito sono gestiti da piccole e medie imprese, a partire dal 2030. I deputati assicurano che nelle zone non conformi alle norme di qualità dell’aria dell’UE, le autorità nazionali sono tenute a valutare l’opportunità di introdurre limiti più rigorosi. Ma finché non vi saranno vincoli legali, se lo possono scordare.

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