Così le case automobilistiche barano sulle emissioni dei veicoli per evitare le multe UE

Il trucco sono gli accordi di pooling. Strumenti perfettamente legali che permettono di conteggiare insieme le emissioni di marchi diversi. Un modo per inquinare come prima, ma rispettando le norme UE

emissioni dei veicoli
Credits: nile da Pixabay

Dal 2021 scattano nuovi limiti specifici per le emissioni dei veicoli

(Rinnovabili.it) – Meglio l’abbraccio dei rivali di sempre che le multe di Bruxelles. E’ la strategia che stanno seguendo molte case automobilistiche per barare sui livelli di emissioni dei veicoli che producono, evitando di adottare standard più stringenti. Una mossa che, per quanto dannosa per il clima, in Europa è a norma di legge. E che piace a Fiat-Chrysler, Ford, Honda e tanti altri.

Il trucco usato è quello degli accordi di pooling. In pratica, una marca molto inquinante bussa alla porta di una meno inquinante e propone di conteggiare insieme le emissioni dei rispettivi veicoli. La casa automobilistica riceve lauti pagamenti in cambio. E in questo modo la media aritmetica delle emissioni rientra per tutti entro i limiti.

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Nell’ultimo periodo è partita una corsa per adottare soluzioni di questo tipo. L’anno prossimo, infatti, il limite di emissioni medie di CO2 per tutta la flotta prodotta  in UE sarà di 95 g/km. Le case automobilistiche devono rispettare specifici parametri di riferimento individuali sulle emissioni dei veicoli, commisurati ai tipi di auto prodotti. Quest’anno l’introduzione di questi limiti è stata graduale, ma dal 2021 si va a regime.

Il pioniere in questo campo è stata Fiat-Chrysler. Il marchio italo-americano ha pagato profumatamente la Tesla già l’anno scorso. Allo stesso accordo a ottobre si è aggiunta anche la Honda. Volkswagen ha scelto di andare a braccetto con la cinese MG Motor. La Ford ha puntato la Volvo, e Toyota e Mazda hanno rinnovato un accordo già in essere. Fa da controcanto la Jaguar, che ha deciso direttamente di arrendersi e ha già accantonato un centinaio di milioni di euro per pagare le multe a Bruxelles.

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Le emissioni del settore dei trasporti pesano per il 27% del totale in UE. E in questo settore, finora, si sono registrati meno progressi che in altri. Anche a causa delle pressioni e dei temporeggiamenti delle case automobilistiche. che non potranno però rimandare in eterno. Nel 2030 è già in programma un secondo balzo: le emissioni dei veicoli dovranno essere tagliate del 37,5% rispetto ai valori di riferimento stabiliti per il 2021.

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