Megaincendi negli USA, l’impatto dei PM2.5 è in crescita verticale

Uno studio dell’università di Stanford calcola che l’esposizione estrema al particolato sottile (oltre 200 microgrammi al m3) liberato dai maxi roghi sulla West Coast è lievitato di 11mila volte in 10 anni

Megaincendi: USA, l’esposizione a PM2.5 estremi è cresciuta di 11mila volte
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In 10 anni, i megaincendi negli USA hanno cancellato 2 decenni di benefici sulla qualità dell’aria

(Rinnovabili.it) – Il numero di americani che respira almeno un giorno l’anno i fumi velenosi dei megaincendi nell’ovest del paese è aumentato di 27 volte negli ultimi 10 anni. Arrivando, nel 2020, alla cifra di almeno 8 milioni di cittadini. Lo ha calcolato uno studio dell’università di Stanford che ha creato un modello predittivo basato sull’intelligenza artificiale per valutare la distribuzione delle polveri sottili (PM2.5).

“Il fumo degli incendi espone ogni anno milioni di americani a livelli pericolosi di particolato fine, con una quantità di fuliggine tale da cancellare gran parte dei guadagni in termini di qualità dell’aria ottenuti negli ultimi due decenni”, spiegano i ricercatori.

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Quali sono i valori di riferimento? Per esposizione al fumo dei megaincendi, i ricercatori intendono almeno una giornata in cui le concentrazioni di PM2.5 prodotte dal fumo dei megaincendi raggiungono almeno i 100 microgrammi per metro cubo. “Questo numero è salito a oltre otto milioni negli ultimi anni – un aumento di 27 volte”.

Ma sono le persone esposte a livelli estremi di particolato ad essere aumentate in modo vertiginoso. Il numero di persone esposte ai livelli più estremi di inquinamento è cresciuto ancora di più, con un aumento di 11.000 volte del numero di persone che hanno sperimentato almeno un giorno sopra i 200 microgrammi per metro cubo. “Un decennio fa i giorni con 200 microgrammi erano praticamente inesistenti”, spiegano gli autori. “Ora, oltre 1,5 milioni di persone vivono in luoghi “abitualmente” esposti a queste condizioni”.

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Sulla costa ovest degli Stati Uniti, complice una siccità pesantissima che dura da oltre un decennio, la stagione degli incendi si è allungata fino a diventare un fenomeno presente tutto l’anno. In parallelo, negli ultimi anni si sono verificati dei megaincendi di dimensioni senza precedenti, da cui dipende il maggior numero di emissioni di PM2.5. Il fumo di questi incendi ha viaggiato per migliaia di km non solo nel nord del paese, come negli anni precedenti, ma anche nel Mid West, arrivando a lambire la costa atlantica.

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