In UK si aggira lo spettro delle polveri sottili

Uno studio promosso dalla British Heart Foundation prevede che nei prossimi anni 160.000 cittadini britannici potrebbe morire per malattie legate all’inquinamento atmosferico. Per questa ragione, la Fondazione promuove la campagna You Are Full of It, per convincere il governo UK ad adottare le linee guida dell’OMS.

Polveri sottili
Credits: e_stamm da Pixabay

L’inquinamento da polveri sottili è già un’emergenza sanitaria e si chiede al governo di adottare gli standard OMS.

 

(Rinnovabili.it) – Secondo uno studio condotto dalla British Heart Foundation (BHF), in UK più di 160.000 persone potrebbero morire nel prossimo decennio per ictus e infarti causati dall’inquinamento da polveri sottili (PM2,5). Si tratterebbe di oltre 40 morti al giorno per malattie cardiache e circolatorie legate all’inquinamento atmosferico e, secondo i dati pubblicati dalla fondazione, al momento circa 11.000 decessi all’anno in Gran Bretagna possono già essere ricondotti alla scarsa qualità dell’aria.

 

Nello specifico, la BHF sottolinea che, pur rispettando i limiti imposti dall’UE in merito all’inquinamento da polveri sottili (pari a 25 μg/m3 come media annuale), lo scenario attuale imporrebbe una rapida inversione di rotta verso l’adozione delle linee guida dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), i cui limiti sull’inquinamento atmosferico sono sostanzialmente più severi, con una media annua di 10μg / m3. Secondo BHF, il Regno Unito dovrebbe raggiungere gli standard OMS entro i prossimi 10 anni, quindi non più tardi del 2030.

 

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Jacob West, direttore esecutivo dell’Unità Innovazione sanitaria della fondazione, ha dichiarato al Guardian che “ogni giorno milioni di persone in tutto il paese inalano particelle tossiche che penetrano nel sangue e rimangono bloccate negli organi, aumentando il rischio di infarti e ictus”. La qualità dell’aria e la presenza di polveri sottili, dunque, si presentano come una vera e propria emergenza per la salute pubblica britannica, rispetto alla quale BHF si aspetta una decisa risposta da parte del governo: “dobbiamo garantire che siano adottate per legge delle linee guida sulla qualità dell’aria più rigorose. La legislazione sull’aria pulita negli anni ’50 e ’60 e, più recentemente, il divieto di fumo nei luoghi pubblici, dimostrano che l’azione del governo può migliorare l’aria che respiriamo.

 

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Nel luglio 2019, il Dipartimento inglese per l’Ambiente e gli Affari rurali ha pubblicato uno studio che mostrava che il rispetto delle linee guida dell’OMS sull’inquinamento atmosferico era “tecnicamente fattibile” nella maggior parte delle aree del Regno Unito entro il 2030. Per questa ragione, il BHF ha lanciato una nuova campagna, dal nome You Are Full Of It (Ne sei pieno), per evidenziare come le persone inalano ogni giorno livelli pericolosi di polveri sottili nelle città del Regno Unito. A questo proposito, il ministro dell’Ambiente, Rebecca Pow, ha dichiarato che il governo sta accelerando il passo e intraprendendo azioni urgenti per migliorare la qualità dell’aria, nello specifico attraverso una legge sull’ambiente che includerà un impegno per un obiettivo giuridicamente vincolante in materia di polveri sottili.

 

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