In Europa tira una brutta aria? La relazione sulla qualità dell’aria 2022

L’Agenzia Europea dell’Ambiente ha pubblicato la relazione “Qualità dell’aria 2022”, in cui analizza lo stato di avanzamento verso gli obiettivi fissati nel 2005 per il 2030 e il 2050. Sebbene l’inquinamento diminuisca, la qualità dell’aria è ancora bassa e la Commissione chiede norme più stringenti.

qualità dell’aria 2022
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(Rinnovabili.it) – L’Agenzia Europea dell’Ambiente ha pubblicato la serie di relazioni “Qualità dell’Aria in Europa 2022”, documenti che riportano la valutazione annuale su emissioni e concentrazione di inquinanti, con relativi impatti. Le relazioni, aggiornate annualmente, si basano sui dati comunicati dai vari Stati Europei all’AEA, e si concentrano in particolare sulla qualità dell’aria in Europa, sull’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute e sugli ecosistemi e sul quadro complessivo delle principali fonti di emissioni. 

Il documento di quest’anno afferma nuovamente la relazione tra inquinamento e rischio sanitario, soprattutto nelle aree urbane, mostrando che sebbene siano diminuite le emissioni principali di agenti inquinanti e la loro concentrazione nell’aria, in molte zone dell’Unione permane una scarsa qualità dell’aria. 

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La qualità dell’aria in Europa nel 2022

Il documento di quest’anno muove dall’analisi delle concentrazioni di inquinanti nell’aria nel corso del 2020 e del 2021, in relazione agli standard UE sulla qualità dell’aria e alle linee guida promulgate nel 2021 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con una particolare attenzione agli impatti dell’inquinamento in termini di mortalità (nel 2020) e di morbilità (nel 2019). 

La relazione, inoltre, fa il punto sul percorso verso gli obiettivi sanitari del piano d’azione UE Inquinamento Zero, sull’impatto dell’ozono nella produzione agricola e su quello della situazione ambientale sugli ecosistemi, misurando la quota di questi ultimi che risulta ancora danneggiata. 

Un report, inoltre, si concentra sulla quantità e concentrazione delle emissioni dei principali inquinanti sui quali esistono regolamenti UE, guardando alle tendenze tra il 2005 e il 2020. 

Il presupposto del documento, dimostrato dalle diverse analisi che le compongono, è il ruolo critico dell’inquinamento atmosferico per la salute dei cittadini e delle cittadine europee. Nel 2020 il 96% della popolazione era esposto a livelli di particolato fine al di sopra dei limiti imposti dall’OMS, dato correlato a ben 238.000 morti premature verificatesi nel 2021, oltre che a una diffusa morbilità che determina non solo sofferenze ma anche elevati costi sanitari. 

L’obiettivo europeo per le morti correlate all’inquinamento atmosferico è fissato dal Piano d’Azione per l’Inquinamento Zero, per il quale entro il 2030 l’Unione deve impegnarsi a ridurre i livelli del 55% rispetto al 2005. Il dato del 2021 segna -45% rispetto ai livelli di riferimento; alla luce di questo, l’Agenzia raccomanda ulteriori sforzi per raggiungere gli obiettivi al 2050, che prevedono l’azzeramento della nocività dell’inquinamento.  

Per quanto riguarda gli ecosistemi, il Piano d’Azione sull’inquinamento atmosferico fissa l’obiettivo di -25% di danni ambientali entro il 2030, guardando ai livelli del 2005. Nel 2020 la diminuzione è arrivata al 12%. 

In generale, in tutto l’anno, le emissioni di inquinanti sono diminuite, seguendo il trend iniziato nel 2005. 

Gli obiettivi UE per la qualità dell’aria

Nel 2021, dopo una revisione della letteratura scientifica a disposizione per quanto riguarda la relazione tra inquinamento e impatti sulla salute, l’OMS ha emanato nuove linee guida sulla qualità dell’aria. Contestualmente, l’Unione Europea ha pubblicato una serie di direttive che fissavano gli standard di presenza e concentrazione di inquinanti atmosferici nell’ambiente. 

La Commissione ha preso ulteriori impegni per allineare gli standard UE alle raccomandazioni OMS attraverso il Patto verde europeo, al quale fa riferimento anche il piano d’azione per l’inquinamento zero, che fissa al 2050 l’obiettivo di una diminuzione sensibile dell’inquinamento in aria, acqua e suolo, fino a giungere a livelli considerati non nocivi per l’organismo umano e gli ecosistemi. Due in particolare gli obiettivi principali: -55% delle morti premature dovute all’inquinamento rispetto al 2005 e – 45% di danni agli ecosistemi rispetto allo stesso anno.

La relazione di quest’anno dell’AEA conferma il trend di diminuzione positivo ma non ancora sufficiente, ragione per la quale la Commissione sta proponendo un nuovo quadro di norme più stringenti. 

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La Commissione europea propone nuove regole per la qualità dell’aria

A ottobre di quest’anno è stata pubblicata una proposta di revisione della direttiva sulla qualità dell’aria, con la richiesta di limiti più severi per l’inquinamento, in coerenza con quanto richiesto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Al momento il quadro di norme esistente non garantisce alla cittadinanza l’accesso alla giustizia, la possibilità cioè di chiedere risarcimento dei danni alla salute dovuti all’inquinamento. Le nuove norme UE imporranno invece sanzioni più forti e possibilità di compensazione. 

Le modifiche proposte dalla Commissione, inoltre, rafforzano le norme per il monitoraggio per incentivare le misure di prevenzione e introducono una serie di requisiti finalizzati a modellizzare la qualità dell’aria, soprattutto dove è più carente, anche per rendere maggiori informazioni al pubblico.

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