Una “penalità climatica” sulla qualità dell’aria, l’allarme dell’OMM

Più emissioni degli incendi e aumento della produzione di ozono al livello del suolo sono due effetti attesi della crisi climatica. Di cui abbiamo avuto un assaggio quest’estate

Qualità dell’aria: incendi e ozono ci impongono una “penalità climatica”
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L’Organizzazione meteorologica mondiale pubblica il rapporto annuale su qualità dell’aria e clima

(Rinnovabili.it) – L’interazione tra inquinamento e cambiamento climatico imporrà un’ulteriore “penalità climatica” per centinaia di milioni di persone. Anche in uno scenario a basse emissioni. Perché se i gas serra di origine antropica scendono, la qualità dell’aria risentirà molto dell’aumento degli incendi in gran parte del pianeta. Lo afferma l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) nel rapporto annuale WMO Air Quality and Climate Bulletin, pubblicato in occasione della Giornata mondiale dell’aria pulita.

La spirale negativa parte dall’aumento delle temperature globali. Il global warming aumenterà intensità e frequenza di molti eventi estremi, prevedono i modelli climatici. Tra cui le ondate di calore e i periodi di siccità. Una combinazione che genera un aumento degli incendi.

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“Con il riscaldamento del pianeta, si prevede un aumento degli incendi e dell’inquinamento atmosferico associato, anche in uno scenario di basse emissioni. Oltre agli impatti sulla salute umana, ciò avrà ripercussioni anche sugli ecosistemi, poiché gli inquinanti atmosferici si depositano dall’atmosfera alla superficie terrestre”, spiega il segretario generale dell’OMM, Petteri Taalas.

Non è soltanto qualcosa che accadrà in futuro. In parte questo fenomeno sta già avvenendo. E l’estate 2022, che ha infranto ripetutamente record di caldo in tutto l’emisfero boreale, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna alla Cina, passando per Siberia e artico europeo, sta a dimostrarlo. Ieri il sistema di monitoraggio satellitare Ue Copernicus ha annunciato che le emissioni dei roghi in Europa quest’anno hanno segnato i livelli più alti da 15 anni.

Questa combinazione tra inquinamento e effetti del climate change “l’abbiamo vista nelle ondate di calore di quest’anno in Europa e in Cina, quando le condizioni atmosferiche stabili e alte, la luce del sole e la bassa velocità del vento hanno favorito alti livelli di inquinamento”, aggiunge Taalas.

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Altro aspetto della “penalizzazione climatica” di cui parla l’OMM: l’effetto di amplificazione del cambiamento climatico sulla produzione di ozono a livello del suolo. L’O3 ha un impatto negativo sull’aria respirata dalle persone e nelle regioni con la maggiore penalizzazione climatica prevista, come l’Asia, oggi vive circa un quarto della popolazione mondiale.

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