Limiti emissioni in atmosfera imposti alle aziende

Ravello: al vaglio una proposta con Confindustria per andare incontro alle aziende e tutelare l’ambiente

“Non credo sia corretto parlare di eccesso di burocrazia o di norme non equilibrate, il cosiddetto “piano stralcio” della Regione Piemonte – ha dichiarato l’assessore all’ambiente Roberto Ravello –  ha riformato la legislazione sulla qualità dell’aria raggruppandola in un unico testo con il dichiarato obiettivo di promuovere la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente. Non c’è dunque alcun intento di mettere in difficoltà le aziende ma solo quello di conciliare i ritmi della produzione con la tutela dell’ambiente.
La Giunta regionale ha aperto una serie di riflessioni sull’argomento, in quanto il tema della competitività del sistema Piemonte è tra i primi punti della nostra agenda; è fondamentale integrare le diverse competenze e ragionare in una visione d’insieme. La riprova di quanto questa Amministrazione sia attenta alle istanze del sistema produttivo piemontese si è avuta, in ultimo dal punto di vista cronologico, con l’incontro della scorsa settimana con Confindustria, durante il quale la Regione ha messo sul tavolo alcune proposte per andare incontro alle esigenze avanzate dal settore industriale.
Considerato il grave momento di crisi economica che ha colpito anche l’intero comparto produttivo, sono in corso approfondimenti legati alla possibilità di consentire alle aziende di provvedere alla sostituzione dei soli bruciatori anziché dell’intero impianto. In questo modo, le aziende considerate “fuori norma” (anche perché continuano ad utilizzare come combustibile prodotti non consentiti dalla norma nazionale, come l’olio denso),  avrebbero l’opportunPiemonteità di contenere i costi di adeguamento degli impianti e nel frattempo di ridurre le emissioni in atmosfera. La Regione sta inoltre valutando la possibilità di predisporre un bando per concedere contributi  alle aziende che vorranno provvedere a tale sostituzione.
Mi pare dunque che, al contrario di quanto dichiarato dall’Unione industriale di Biella, la Regione continui a dimostrare buonsenso tentando di conciliare esigenze di sviluppo economico e sociale con quelle di tutela dell’ambiente”.