Materie prime strategiche: RawMatTERS creerà 10mila green job

Composto di venti paesi e oltre 100 partner, tra cui l’Enea, il Consorzio si dovrà impegnare a cambiare l’attuale dipendenza dell’Europa dalle materie prime

Materie prime strategiche: RawMatTERS creerà 10mila green job

 

(Rinnovabili.it) – Accanto alle più conosciute definizioni di materie prime o materie prime seconde c’è un altro concetto che si è fatto spazio negli ultimi anni: quello di materie prime strategiche, ovvero quelle che possiedono un grande rilievo economico per i Paesi ma il cui approvvigionamento è soggetto a rischi concreti. Si tratta di elementi essenziali per produrre beni diffusi quali telefoni cellulari, cavi di fibre ottiche, celle fotovoltaiche.

Per far fronte a questa situazione, è stata promossa una specifica azione a livello dell’Unione Europea, “l’Iniziativa Materie Prime” che dal 2010 si occupa di segnalare l’esigenza di interventi e individuare tali elementi critici. Dall’inizio del progetto ad oggi ha individuato una lista di 20 nomi, tra cui grafite, magnesio e terre rare. Un ulteriore aiuto lo ha apportato proprio in questi giorni il bando promosso dall’Istituto Europeo per la Tecnologia e l’Innovazione (EIT) e finalizzato alla creazione di una “Comunità della conoscenza e dell’innovazione” (KIC Knowledge and Innovation Community) per migliorare l’estrazione, il riciclo, il riuso e la sostituzione delle materie prime ‘critiche’.

 

La gara è stata vinta dal consorzio internazionale RawMatTERS, al quale partecipano ENEA con alcune università e industrie nazionali. Composto da 20 paesi e oltre 100 partner, il Consorzio si dovrà impegnare a cambiare l’attuale dipendenza dell’Europa dalle materie prime creando dei centri di competenza regionali per la nuova KIC: 50 start up e 10mila posti di lavoro nel settore; il  polo di riferimento del progetto per il Sud Europa sarà in Italia, presso il Centro Ricerche Casaccia dell’ENEA a Roma. Le cui attività si baseranno su competenze sviluppate grazie a finanziamenti regionali, nazionali ed europei, ad esempio nel recupero di metalli preziosi da prodotti ad alto valore aggiunto (display, lampade, schede elettroniche), la sostituzione delle materie prime critiche incorporate nei prodotti elettronici e del settore illuminotecnico, il recupero di terre rare dai magneti permanenti utilizzati in hard disk ed altri prodotti elettronici, la progettazione e realizzazione di nuovi prodotti che riducono o annullano l’utilizzo di materie prime critiche (OLED, celle solari).

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