Onu: cambiare il sistema finanziario, pena la sostenibilità

Mohammed: “Le sfide attuali rafforzano l’urgenza di approcci nazionali e globali per finanziare l’Agenda2030 per lo sviluppo sostenibile”

sostenibilità

 

Senza controllo la tecnologia finanziaria  può costituire un fattore di instabilità per la sostenibilità mondiale

(Rinnovabili.it) – Il 4 aprile 2019 è stato presentato il nuovo Rapporto delle Nazioni Unite: ‘Financing for sustainable development report. Il documento afferma come la questione principale non sia il solo raggiungimento dei finanziamenti necessari per attuare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ma soprattutto costruire «un sistema finanziario di sostegno [ad essa]» e un «contesto politico globale favorevole allo sviluppo sostenibile». Pena, il fattore della sostenibilità, cruciale secondo il Segretario Generale aggiunto dell’Onu.

Il rapporto contiene studi e raccomandazioni su come realizzare un’economia e un sistema globale più sostenibile: uno degli avvertimenti agli stati che detengono le redini dell’economia e della politica transnazionale è quello della necessità degli investimenti a lungo termine.
Ad essi si vanno ad aggiungere altri fattori quali: il controllo della concentrazione dei mercati nelle mani di un numero ridotto di imprese multinazionali e la regolamentazione dei mercati necessaria per evitare la degenerazione delle ‘poche mani’ che detengono la maggioranza della ricchezza del mondo.

 

Non solo regole per il mercato globale ma anche per la tecnologia finanziaria (fintech), anch’essa nel mirino del rapporto: un vero e proprio fattore di instabilità per la sostenibilità del Pianeta.
La fintech, ha dichiarato il Segretario Generale aggiunto dell’Onu, «ha permesso la connessione a servizi finanziari ad oltre un milione e mezzo di persone nel Mondo» tuttavia, «le autorità di regolamentazione faticano a tenere il passo con fintech». Se si permettesse a fintech di «crescere in modo incontrollato» il sistema finanziario metterebbe a serio rischio la sostenibilità.

Imporre regole al mercato globale è vitale, dunque, per Amina Mohammed, altrimenti si acuirebbero le tendenze accentratrici del capitale a discapito della maggioranza della popolazione mondiale.

 

Amina Mohammed, a margine della conferenza stampa, ha twittato: «Ho presentato il rapporto #Fin4Dev del 2019. Le sfide attuali rafforzano l’urgenza di approcci nazionali e globali per finanziare l’ #Agenda2030 per lo sviluppo sostenibile. Abbiamo bisogno di azioni in materia di clima, circa la questione di genere, sulle disuguaglianze, il commercio i regolamenti [del mercato] etc»

Nel corso della conferenza stampa, infine, Mohammed ha avuto modo di dichiarare che «il cambiamento climatico è nemico dello sviluppo sostenibile in tutte  le regioni del mondo», dunque si deve «limitare l’aumento delle temperature globali e le emissioni di gas serra». Quest’ultime «aumentate dell’1,3% nel corso del 2017» nonostante gli impegni della comunità internazionale a favore del clima.

 

Sulla linea di Amina Mohammed si è posto Zhemin Liu, segretario generale dell’Onu per gli affari economici e sociali, presidente della commissione che ha pubblicato il rapporto: «I Governi – ha dichiarato – hanno la responsabilità di impegnarsi nuovamente a favore del multilateralismo e di intraprendere azioni politiche che creino un futuro sostenibile e prospero».

 

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