Biden affossa la maxi miniera di oro e molibdeno nell’Artico

L’Epa chiede di ripristinare tutte le protezioni ambientali su Bristol bay, sito dove da più di 10 anni è in corso un braccio di ferro con una compagnia mineraria. La tutela dell’ambiente si fa strada anche nel “New Deal” di Biden in discussione in questi mesi

Artico: stop al progetto Pebble Mine (e alle trivelle)
Di USEPA Environmental-Protection-Agency – July 26, 2010 Stunning wetlands, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51971550

Nuove misure per la tutela dell’Artico volute dalla Casa Bianca

(Rinnovabili.it) – I diritti dei nativi e la tutela dell’ambiente valgono più di rame, oro e molibdeno. È il messaggio che lancia l’amministrazione Biden con la decisione di ribaltare l’ok di Trump allo sfruttamento delle risorse dell’Artico. In questo caso a Bristol bay, in Alaska, dove per più di 10 anni la Northern Dynasty Minerals ha provato a farsi approvare il progetto minerario Pebble.

Una mossa che era molto attesa e conferma l’intenzione della Casa Bianca di usare tutti gli strumenti a sua disposizione per ampliare la quota di terre poste sotto tutela negli ecosistemi più fragili e centrali per la biodiversità. Anche quando in ballo ci sono interessi economici importanti.

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“Il Bristol Bay Watershed è un tesoro dell’Alaska che sottolinea il valore critico dell’acqua pulita in America”, ha affermato il numero 1 dell’EPA Michael Regan. “La posta in gioco è prevenire l’inquinamento che avrebbe un impatto sproporzionato sui nativi dell’Alaska e proteggere un futuro sostenibile per la pesca del salmone più produttiva del Nord America”, continua il capo dell’agenzia statunitense per la protezione ambientale.

La reazione della compagnia mineraria è stata algida: ha pubblicato un documento dove stima i potenziali introiti dalla miniera a cielo aperto nell’Artico in 1,7 miliardi di dollari l’anno. Ma l’Epa ha usato un altro metro di giudizio. L’ecosistema di Bristol bay è fondamentale per la qualità delle acque di quel quadrante e, più in generale, per la conservazione del vicino parco nazionale di Katmai.

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Intanto la tutela dell’Artico prende forma all’interno del maxi pacchetto di misure da 3.500 miliardi di dollari per la ripresa, che è in discussione in questi mesi. Ieri nel testo sono state inserite risorse per ripristinare la protezione dell’Arctic Wildlife National Refuge, sempre in Alaska, dove saranno vietate le trivellazioni per petrolio e gas. Stessa sorte anche per la piattaforma continentale americana nel mare artico. Il piano, per il momento, stanzia anche 3 mld per un nuovo Civilian Climate Corps, una sorta di servizio civile dedicato al contrasto del cambiamento climatico, quasi 10 mld per progetti sulla resilienza climatica e il ripristino degli ecosistemi dei Grandi Laghi. Risorse da ottenere in parte grazie all’aumento delle royalties sulle fossili.

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