Asvis, “Sostenibilità. È ora di agire”

Quali saranno i temi cruciali per il futuro dell’Italia? È ancora lontano il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030? Il Festival dello Sviluppo Sostenibile farà il punto della situazione nei numerosi eventi promossi dalle organizzazioni associate all’Asvis. Ma una nuova certezza si è affermata nelle aziende: la sostenibilità non è un costo ma un investimento che produce utili in termini sia economici che reputazionali

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Credits: Asvis

di Isabella Ceccarini

(Rinnovabili.it) – Parte la quarta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile a cura dell’Asvis, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile che dal 2016 si impegna per far conoscere l’Agenda 2030 dell’Onu e mobilitare la società per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile contenuti nell’Agenda. Dal 22 settembre all’8 ottobre si susseguiranno numerosi eventi in tutta Italia promossi dalle varie organizzazioni associate all’Asvis sia in presenza (nel pieno rispetto delle norme di protezione dal Covid-19) che con dirette streaming. Obiettivo: evidenziare i temi cruciali per il futuro dell’Italia e fare il punto sul cammino di Italia ed Europa verso gli Obiettivi dell’Agenda 2030 e chiarire che la sostenibilità non è solo ambientale ma anche sociale ed economica.

Il mondo intero converge per raggiungere i 17 Goals dell’Agenda, obiettivi equi e sostenibili affinché nessuno sia lasciato indietro. In questi anni si è imposto un principio destinato a cambiare la percezione della sostenibilità a livello delle imprese: anche dal punto di vista economico, la sostenibilità non è un costo ma un investimento che produce utili, migliora la reputazione delle aziende, piace ai consumatori e agli investitori.

«Chi avrebbe detto qualche anno fa che ci sarebbe stata attenzione a questi temi, che avrebbero influenzato i comportamenti?» si è chiesto Vittorio Verdone, direttore Corporate Communication e Media Relation di Unipol. Già dagli anni Ottanta Unipol persegue questi obiettivi sui quali ha investito non solo come attività finanziarie ma come organizzazione aziendale credendo nella misurabilità dei risultati, sui quali è pienamente tracciabile. Verdone tiene anche a sottolineare con realismo che senza crescita e sviluppo gli SDGs non si raggiungono, la decrescita non è mai felice.

L’attuale modello di sviluppo ha fallito i suoi obiettivi

Dietro al Festival c’è un’immensa rete composta dalle diverse parti della società che hanno compreso da tempo che l’attuale modello di sviluppo ha fallito i suoi obiettivi. L’emergenza Covid-19 ci ha messo di fronte a una ulteriore urgenza di nuove scelte. È ora di agire, come recita il claim del Festival 2020, non possiamo aspettare a cambiare, non c’è più tempo. 

Carlo Tamburi, direttore Country Italia di Enel – partner delle iniziative Asvis dalla prima ora – ha confermato quanto l’azienda sia convinta di aver scelto la sostenibilità. La decarbonizzazione è un tema clou per chi produce energia. Enel è la più grande azienda che produce energie rinnovabili, un processo iniziato alcuni anni fa, quando l’ad Francesco Starace era ritenuto un sognatore se non un folle. Oggi Ursula von der Leyen ha alzato l’asticella sulla riduzione dei gas serra, cosa che comporta una penetrazione delle rinnovabili di circa il 65% nella produzione di energia, una partita che si giocherà su eolico e fotovoltaico. Le politiche energetiche dipendono dalle Regioni più che dal Governo, bisogna lavorare insieme. L’obiettivo di Enel è chiudere le centrali a carbone entro il 2025, l’ostacolo sono gli iter autorizzativi talmente complessi e i tempi talmente lunghi che la data è incerta. 

I Goals 7 (energia pulita e accessibile), 9 (imprese, innovazione, infrastrutture), 11 (città e comunità sostenibili) e 13 (lotta contro il cambiamento climatico) sono il focus per un produttore di energia, ma a ben guardare coinvolgono anche altre componenti della società. Le città sono sostenibili, ad esempio, se governate nel modo giusto: sarà qui che, secondo le proiezioni, vivrà la maggior parte della popolazione degli anni a venire imponendo politiche che avranno a che fare con l’approvvigionamento idrico ed energetico e con le scelte culturali e urbanistiche; nelle città si concentrerà la presenza delle aziende, determinando le scelte economiche.

I Goal che hanno subito lo choc più destabilizzante con la pandemia sono stati 4 (istruzione di qualità), 8 (lavoro dignitoso e crescita economica) e 9. È ora di agire anche per la finanza. Gaia Ghirardi, responsabile della sostenibilità di Cassa Depositi e Prestiti, ritiene che si debbano fare scelte di investimento in linea con i parametri ambientali e sociali, che si debbano promuovere aggregazioni di risorse per la sostenibilità, ad esempio per sostenere le piccole imprese in crisi. Per questo scopo CDP ha emesso dei social bond che hanno come obiettivo il Goal 8.

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