Quando l’azione climatica salva milioni di vite l’anno

Uno studio pubblicato su Lancet calcola i benefici per la salute correlati con Contributi nazionali volontari davvero in linea con quanto pattuito nella capitale francese nel 2015

Azione climatica: rispettare Parigi salva milioni di vite l’anno
Foto di Danielle Tunstall da Pixabay

I benefici per la salute di un’azione climatica in linea con l’obiettivo dei 2°C

(Rinnovabili.it) – Se l’azione climatica degli Stati si allineasse agli obiettivi dell’accordo di Parigi, nei prossimi decenni verrebbero risparmiate milioni di vite ogni anno grazie ai benefici per la salute correlati agli obiettivi sul clima. Uno studio pubblicato sulla rivista Lancet calcola nel dettaglio il numero di decessi prematuri che si potrebbero evitare in 9 paesi campione. Si tratta di Brasile, Cina, Germania, India, Indonesia, Nigeria, Sud Africa, Gran Bretagna e Stati Uniti: metà della popolazione mondiale e il 70% delle emissioni annue di CO2.

La ricerca ipotizza che l’azione climatica di questi Stati, espressa nei Contributi nazionali volontari (NDC), sia effettivamente allineata con quanto pattuito nell’accordo sul clima. In base a quanto stabilito a Parigi nel 2015, ogni 5 anni i paesi firmatari devono aggiornare i loro NDC. La prima scadenza era in teoria il 31 dicembre 2020, ma la pandemia ha rallentato tutto. Molti paesi puntano a presentare i loro piani aggiornati alla COP26 di Glasgow, il prossimo novembre.

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Ad oggi, la somma degli NDC di tutti i paesi lascia il pianeta sulla traiettoria verso un riscaldamento globale di +3°C. Per stimare gli effetti sulla salute di obiettivi climatici in linea con Parigi, i ricercatori hanno calcolato per ogni nazione le emissioni generate dai settori dell’energia, dell’agricoltura e dei trasporti e le morti annuali dovute a inquinamento atmosferico, i fattori di rischio legati all’alimentazione e inattività fisica. Si tratta di stime con orizzonte 2040, per 3 diversi scenari di NDC: quello business as usual, che resta sui livelli attuali; un secondo scenario allineato a Parigi e agli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile; e infine un terzo scenario che aggiunge, rispetto al precedente, anche obiettivi espliciti sulla salute legandoli ai target climatici.

Risultato? Con lo scenario numero 2, nei 9 paesi si eviterebbero ogni anno 5,8 milioni di morti grazie a una dieta migliore, 1,2 milioni di decessi a causa di un’aria più pulita e 1,2 milioni di scomparse grazie a una maggiore attività fisica. Il terzo scenario migliora queste cifre, rispettivamente, di 462mila, 572mila e 943mila decessi annuali attribuibili rispettivamente all’inquinamento atmosferico, all’alimentazione e all’inattività fisica.

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