La deforestazione di massa spedisce Bolsonaro al tribunale dell’Aia?

Le politiche del governo brasiliano stanno direttamente portando alla morte di decine di esponenti delle comunità indigene. Ma questo impatto è in realtà globale: il disboscamento e il suo effetto sul climate change amplificheranno intensità e frequenza di eventi climatici estremi in tutto il mondo. Con questi argomenti, un gruppo di ong prova a trascinare Bolsonaro davanti ai giudici dell’Aia

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La petizione alla Corte penale internazionale fa leva sull’impatto della deforestazione

(Rinnovabili.it) – La “deforestazione di massa” che sta avvenendo sotto il governo Bolsonaro nasconde ripetute violazioni dei diritti umani e rappresenta un pericolo per il Brasile così come per tutto il resto del mondo. L’accusa arriva da un gruppo di ong guidato dall’austriaca Allrise ed è contenuta in un dossier di 284 pagine, atterrato stamattina alla Corte penale internazionale con sede all’Aia.

È la quarta volta dal 2019 che la società civile prova a trascinare il presidente brasiliano di fronte al tribunale internazionale. Quest’ultimo tentativo si spinge più in là: cerca di tirare un filo diretto tra le politiche sulla deforestazione del governo brasiliano e le uccisioni degli attivisti ambientali subite dalle comunità indigene del paese.

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“C’è una quantità sostanziale di prove che dimostrano la commissione di crimini contro l’umanità in corso all’interno del Brasile che richiede indagini e procedimenti giudiziari immediati”, si legge nella petizione. Nell’accusa risuona l’eco dell’ultimo rapporto di Global Witness, ong che monitora le intimidazioni e le violenze contro gli attivisti in tutto il pianeta. Il Brasile nel 2020 è ai primi posti nella lista dei paesi più pericolosi per chi difende l’ambiente, con ben 20 omicidi. Non solo. È la battaglia contro la deforestazione a costare la vita agli attivisti ambientali più spesso, riporta l’ong: quasi il 70% delle morti ricade in questo ambito. E 1 assassinio su 3 riguarda membri delle comunità indigene, che vengono colpiti in modo sproporzionato.

La petizione contro Bolsonaro fa ovviamente leva anche sugli impatti della deforestazione sul clima globale, e quindi sulle ricadute per tutti gli altri paesi. La portata delle politiche di disboscamento del governo brasiliano “si estende ben oltre la diffusa e continua perdita di vite umane e la profonda sofferenza inflitta alle comunità locali” e causerà molte più vittime e devastazione in giro per il globo in futuro. Tutto ciò grazie ai “collegamenti attribuibili tra la rapida accelerazione della deforestazione, il suo contributo al cambiamento climatico, e la frequenza e l’intensificazione di eventi meteorologici estremi”.

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