Lotta al dissesto del suolo, arrivano fondi per 119 opere in tutta Italia

Il ministero dell’Ambiente rende disponibili i numeri del Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico 2020. Costa: “Si tratta di progetti immediatamente esecutivi e cantierabili, per proteggere il nostro Paese fragile e affinché non ci siano più tragedie”. Per Morassut “la lotta al rischio idraulico per la difesa del suolo verrà ulteriormente perfezionata con un apposito decreto legge, di prossima emanazione”

dissesto del suolo
Foto di sandid da Pixabay

di Tommaso Tetro

(Rinnovabili.it) – Oltre 262 milioni di euro per 119 interventi in 19 Regioni, con progetti immediatamente esecutivi e cantierabili. Il ministero dell’Ambiente rende disponibili i numeri del Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico 2020.

“Si tratta di progetti immediatamente esecutivi e cantierabili – spiega il ministro dell’Ambiente Sergio Costagià con il decreto Agosto abbiamo messo a disposizione dei Comuni e delle Regioni la società in house del ministero dell’Ambiente Sogesid, per aiutare le amministrazioni nella progettazione. Con la stessa legge, ai presidenti di Regione, che sono commissari straordinari del dissesto idrogeologico, abbiamo dato poteri straordinari che riducono del 40% i tempi. Abbiamo previsto di anticipare ai Comuni il 30% della spesa, in modo da permettere l’attivazione di tutta la procedura per la messa in opera del cantiere”. Per il sottosegretario all’Ambiente Roberto Morassut “la lotta al rischio idraulico per la difesa del suolo verrà ulteriormente perfezionata con un apposito decreto legge, di prossima emanazione, che semplifica procedure e tempi e rafforza le strutture territoriali”.

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I 262 milioni sono ripartiti praticamente in opere in tutte le Regioni. Per l’Abruzzo sono previsti 10 interventi per 9,15 milioni. Per la Basilicata, 5 interventi per 6,26 milioni. Per la Calabria, 5 interventi per 11,17 milioni. Per la Campania, 5 interventi per 14,85 milioni. Per l’Emilia Romagna, 10 interventi per 15 milioni. Per il Friuli Venezia Giulia, 3 interventi per 5,3 milioni. Per il Lazio, 5 interventi per 19,3 milioni. Per la Liguria, 2 interventi per 16 milioni.

Per la Lombardia, 13 interventi per 26,7 milioni. Per le Marche, 5 interventi per 9,4 milioni. Per il Molise, 5 interventi per 3,38 milioni. Per il Piemonte, 9 interventi per 29,5 milioni. Per la Puglia, 6 interventi per 15,2 milioni. Per la Sardegna, 8 interventi per 11,6 milioni. Per la Sicilia, 7 interventi per 18,5 milioni. Per la Toscana, 12 interventi per 20,4 milioni. Per l’Umbria, 5 interventi per 5,3 milioni. Per la Valle D’Aosta, 3 interventi per 2,9 milioni. Per il Veneto, 1 intervento per 21,8 milioni.

“I lavori non si fermano e non possono fermarsi – osserva Costa – stiamo aprendo i cantieri per la tutela del territorio, i più importanti, per proteggere il nostro Paese fragile e affinché non ci siano più tragedie”.

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Poi in un post sul suo profile facebook, Costa parla anche della crisi di governo: “Il Paese sta affrontando un momento difficile, a livello sanitario, sociale, politico, economico; questo non è il momento di fermarsi anzi è quello di continuare a lavorare, ogni giorno, per il bene del Paese. E cosi stiamo facendo. In questi giorni abbiamo aperto altri 119 cantieri contro il dissesto idrogeologico. Si va dalla messa in sicurezza degli argini dei fiumi alla salvaguardia dal rischio frane dei centri abitati, dalla sistemazione degli scarichi idrici alla manutenzione dei terrapieni. Questi sono i cantieri che servono. Questo è il lavoro che bisogna fare – conclude – di questo il nostro Paese ha bisogno. Tutto il resto è elettoralismo e non ne abbiamo bisogno. Come sempre pancia a terra e al lavoro per il bene di tutti”.

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