Sostenibilità ed economia blu, i ministri del ‘mare’ uniti per il Mediterraneo

Incontro tra l’Unione europea e i 15 Paesi del Mediterraneo meridionale e orientale. “Oggi i ministri dell’Unione per il Mediterraneo hanno concordato una transizione a un’economia blu realmente sostenibile, nel quadro della nostra strategia di ripresa dopo la pandemia di Covid-19 e di lotta alle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale”

economia blu
Credits: Unione del Mediterraneo

di Tommaso Tetro

(Rinnovabili.it) – Sostenibilità ed economia blu. E’ stato questo l’obiettivo dell’incontro di oggi tra l’Unione europea e i 15 Paesi del Mediterraneo meridionale e orientale. I ministri hanno concordato l’impiego migliore dei cluster marittimi e la pianificazione dello spazio marittimo, oltre a discutere della transizione a tecnologie a basse emissioni e a un’economia circolare; ma anche progetti innovativi, lotta ai rifiuti marini, energie marine rinnovabili e ruolo del turismo non invasivo.

Nella dichiarazione di intenti finale si parla di impegno a collaborare strettamente per affrontare le sfide comuni nei settori economici chiave connessi alla gestione e alla conservazione degli oceani; in particolare, quelle legate alla crescita economica della regione nel rispetto di ambiente e clima. Questo perché nell’area del Mediterraneo si registra un riscaldamento più rapido del 20% rispetto alla media mondiale, rendendola soggetta a rapidi cambiamenti climatici con conseguenze disastrose per l’ambiente marino.

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“Oggi i ministri dell’Unione per il Mediterraneo hanno concordato una transizione a un’economia blu realmente sostenibile, nel quadro della nostra strategia di ripresa dopo la pandemia di Covid-19 e di lotta alle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale – ha detto Virginijus Sinkevicius, commissario europeo per l’Ambiente, gli oceani e la pesca – si tratta di un passo decisivo per una gestione sostenibile del Mediterraneo e di un contributo alle ambizioni del Green deal europeo”.

“L’Italia – ha dichiarato il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefanocon i suoi 8mila chilometri di coste, undici confini marittimi e una filiera economica che dalla pesca alla cantieristica e ai trasporti coinvolge quasi il 3% del Pil è in prima linea nel Mediterraneo per il rafforzamento di un sistema integrato di relazioni tra i Paesi rivieraschi”.

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Inoltre ha messo in evidenza l’interesse condiviso dei Paesi del Mediterraneo a garantire in maniera duratura la salute del mare, ricordando le responsabilità che l’Italia eserciterà su questi temi nel 2021, in vista della Cop26 e della presidenza del G20. E’ stata anche ricordata l’iniziativa WestMED, di cui l’Italia svolge la presidenza nel biennio 2020-2021: “Stiamo lavorando allo sviluppo di infrastrutture per aumentare l’uso di energie pulite e alternative nel trasporto marittimo, compreso il gas naturale come combustibile di transizione verso un’industria marittima de-carbonizzata”.

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