L’aumento di emissioni di CO2 dell’Amazzonia? Colpa della polizia

Mentre la deforestazione è aumentata del 75% nel 2020, le contravvenzioni contro chi pratica attività illecite nella foresta sono crollate dell’89%. Il permissivismo dell’era Bolsonaro ha reso l’Amazzonia un emettitore netto

Deforestazione: 2021 con record negativo per l’Amazzonia
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Uno studio sui fattori dietro l’incremento di emissioni di CO2 dell’Amazzonia

(Rinnovabili.it) – Nel biennio 2019-20 le emissioni di CO2 dell’Amazzonia sono più che raddoppiate rispetto agli otto anni precedenti. Il motivo principale? La fine dei controlli della polizia sulle attività illecite. Lo sostiene uno studio in pre-print che ha analizzato i trend di sparizione della foresta pluviale e raccolto campioni di aria sopra l’Amazzonia negli ultimi 10 anni.

I dati si riferiscono alla porzione occidentale della foresta e completano uno studio pubblicato dagli stessi autori l’anno scorso, relativo alla metà orientale. Lì i ricercatori avevano riscontrato che la deforestazione procedeva a ritmo talmente spedito che le emissioni di CO2 derivate dal disboscamento superavano la quantità di anidride carbonica che la foresta è in grado di assorbire.

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Dal nuovo studio emerge che nel 2019, le emissioni di CO2 dell’Amazzonia sono cresciute ben dell’89% rispetto alla media annuale del periodo 2010-2018. E l’anno seguente è andato ancora peggio: l’aumento è stato del 122%. Il fattore che più ha contribuito non sono stati gli incendi – che pure in questo periodo sono schizzati di nuovo su valori altissimi – bensì la deforestazione illegale.

La curva del disboscamento è speculare a quella delle multe per il “desmatamiento ilegal”. Il primo, nel 2020, è salito del 75%, mentre le contravvenzioni comminate dalla polizia sono crollate dell’89%. Un fenomeno che ha una spiegazione chiara nelle politiche di Jair Bolsonaro, il presidente brasiliano che dall’inizio del suo mandato, a gennaio 2019, ha favorito agricoltori e allevatori riducendo i controlli e limitando i margini d’azione della società civile che lotta contro la deforestazione.

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Una tendenza che non si è interrotta. Nel 2022, infatti, il tasso di disboscamento è addirittura superiore a quello del 2021, già un’annata particolare. Dall’inizio dell’anno ad agosto, la deforestazione si è mangiata 8.590 km2, una regione vasta quanto l’Umbria. Il dato è in linea con quello del 2021, che aveva fatto registrare il record assoluto di disboscamento. Ed è il 3° anno di fila che il conto da gennaio ad agosto supera gli 8mila km2.

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