Emissioni di gas serra, il rimbalzo c’è ma l’UE resta sotto i livelli pre-Covid

Nel 2° trimestre di quest’anno l’Europa a 27 ha emesso 867 MtCO2e: +18% sullo stesso periodo del 2020, nel pieno dei lockdown e dei blocchi produttivi. Il balzo maggiore quello dei riscaldamenti e dei trasporti delle famiglie

emissioni di gas serra
Foto di StockSnap da Pixabay

I dati Eurostat sulle emissioni di gas serra in UE

(Rinnovabili.it) – Anche se c’è un rimbalzo evidente, le emissioni di gas serra dell’Europa continuano a scendere. I dati del secondo trimestre di quest’anno fotografano la portata della ripresa post-Covid. Secondo Eurostat, la crescita su aprile-giugno 2020, cioè il periodo costellato da più lockdown e blocchi alla produzione, raggiunge il +18%. Ma in valori assoluti restano ancora sotto i livelli pre-pandemici, con 867 MtCO2e.

Tutti i settori segnano un aumento di emissioni di gas serra. Al primo posto restano manufatturiero ed edilizia con il 34% del totale, seguiti da elettricità (19%), agricoltura (14%), trasporti (8%) e altri servizi (8%). La quota di emissioni di gas serra generata dalle famiglie sfiora quasi 1/5 del totale, ripartita fra le 101 MtCO2e dei trasporti (12%) e le 52 MtCO2e per il riscaldamento (6%).

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In termini di incrementi anno su anno, il balzo maggiore l’hanno fatto proprio le famiglie, con il riscaldamento che è cresciuto del 42% e i trasporti del 25%. Il secondo trimestre del 2021 ha visto anche un’ascesa delle emissioni di gas serra di industria ed edilizia (+22%), trasporti (+18%), generazione elettrica (+17%) e altri servizi (+13%). L’unico settore a restare sostanzialmente immutato è l’agricoltura le cui emissioni crescono solo dello 0,2%.

Numeri, quelli di Eurostat, che confermano il trend di disaccoppiamento fra crescita economica e emissioni di gas serra sottolineato dal recente EU Climate Action Progress Report di fine ottobre. Dal 1990 al 2020, infatti, il Pil dell’Europa a 27 è cresciuto del 50% mentre l’intensità di carbonio dell’economia è scesa a 271 g CO2e cioè metà di quella registrata nel 1990. Nel secondo trimestre 2021, rispetto a quello precedente, il Pil dell’UE a 27 è salito del 2% mentre quello dell’area Euro del 2,1%; rispetto ad aprile-giugno 2020 invece il salto è, rispettivamente, del 13,7% e del 14,2%.

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