Basta HFC, gli Stati Uniti verso il phase out degli idrofluorocarburi

Nei prossimi 15 anni, sia gli idrofluorocarburi prodotti e che quelli importati saranno tagliati dell’85%. Anche Washington adesso è in linea con l’emendamento Kigali del protocollo di Montreal, che disciplina il phase out di questi gas serra con un potere climalterante anche migliaia di volte superiore a quello della CO2

HFC: gli Stati Uniti pensano al phase out degli idrofluorocarburi
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L’Epa presenta il piano per ridurre gli HFC

(Rinnovabili.it) – Prima la mossa per ratificare l’emendamento di Kigali al protocollo di Montreal . Poi l’annuncio durante il Leaders Summit on Climate di fine aprile. E adesso i piani concreti. La marcia degli Stati Uniti verso la messa al bando degli HFC procede a tappe forzate. L’Epa, l’agenzia federale americana per la protezione ambientale, ha reso pubblico un piano per dire gradualmente addio agli idrofluorocarburi.

Gli HFC sono gas solitamente impiegati per la produzione di schiume isolanti, impianti di condizionamento e refrigerazione. Noti anche come gas fluorurati, sono tra i principali responsabili del buco dell’ozono insieme ai CFC e hanno un impatto forte anche sul riscaldamento globale. Infatti, hanno in genere un potere climalterante centinaia e spesso migliaia di volte maggiore di quello della CO2.

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Secondo il piano dell’Epa, la produzione e il consumo di idrofluorocarburi negli Stati Uniti calerà dell’85% nei prossimi 15 anni. Nel complesso, questo impedirebbe che l’equivalente di circa 900 milioni di tonnellate di CO2 vengano rilasciate in atmosfera durante quel periodo. Il phase out degli HFC è un tassello importante della nuova politica climatica di Biden. Il presidente ha annunciato formalmente di avere come obiettivo al 2030 il taglio del 50-52% delle emissioni di gas serra del paese, rispetto ai livelli del 2005. Il target è meno ambizioso di quello europeo e britannico (equivale solo a un -41% sui livelli del 1990).

“Con questa proposta, l’Epa sta compiendo un altro passo significativo nell’ambito dell’ambizioso programma del presidente Biden per affrontare la crisi climatica”, ha dichiarato Michael Regan, numero 1 dell’agenzia. “Riducendo gradualmente gli HFC, che possono essere centinaia o migliaia di volte più potenti dell’anidride carbonica nel riscaldare il pianeta, l’Epa sta intraprendendo un’azione importante per aiutare a tenere sotto controllo l’aumento della temperatura globale”.

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L’emendamento Kigali al protocollo di Montreal (1987) è stato adottato ufficialmente nel 2016 ma, come è prassi per certi tipi di trattato internazionale, è entrato in vigore solo nel 2019 quando è stato ratificato da 65 Stati. L’emendamento chiede ai contraenti di ridurre gli HFC di almeno l’80% entro il 2050. Secondo alcuni studi, se questo avvenisse, limiterebbe il riscaldamento globale di 0,4°C entro fine secolo.

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