L’Italia sarà co-presidente dell’hub globale sul clima dedicato ai giovani

Insieme all’UNDP, Roma guiderà i lavori della piattaforma pensata per avvicinare giovani e governi e trovare soluzioni condivise alla crisi climatica. L’esperimento dello Youth4Climate dell’anno scorso a Milano diventa un appuntamento fisso

Hub globale sul clima: l’Italia avrà la co-presidenza
crediti: governo.it | CC-BY-NC-SA 3.0 IT

Lanciato a New York il Global Youth4Climate Hub

(Rinnovabili.it) – “Voi farete il fact-checking, e noi vi ascolteremo. Ci chiederete conto del nostro operato e noi e i nostri futuri successori vi ascolteremo e dovremo rispondere”. Il senso del primo hub globale sul clima per i giovani è condensato in queste parole del premier Mario Draghi. Sarà un luogo in cui ragazzi e ragazze, attivisti climatici, provenienti da tutto il Pianeta, potranno far sentire la loro voce ai governi mondiali. Lavorando gomito a gomito con ministri e funzionari, presentando idee e proposte, monitorando quanto le promesse i trasformano in realtà o restano lettera morta.

Che ruolo avrà l’hub globale sul clima?

L’esperimento condotto l’anno scorso a Milano con lo Youth4Climate – voluto da Italia e Gran Bretagna, i paesi co-organizzatori della COP26 – diventa un organismo ufficiale della diplomazia climatica, in coordinamento con le Nazioni Unite e sotto la presidenza italiana e dell’UNDP, il Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite. Lo ha annunciato ieri Draghi da New York, dove è in corso la 77° assemblea generale dell’Onu.

“Sono molto lieto di tornare ad un evento Youth4Climate oggi. Sulla scia del successo dello scorso anno, abbiamo deciso di trasformarlo in un appuntamento annuale. Sono orgoglioso di annunciare che l’Italia guiderà il Global Youth4Climate Hub, in partnership con l’UNDP”, ha detto il premier a una platea di più di 150 ragazzi provenienti in gran parte da paesi in via di sviluppo.

“Sarà un ottimo modo per mettere in contatto i giovani leader del clima con i responsabili politici, per garantire che continuiate a svolgere un ruolo attivo nelle discussioni politiche sul cambiamento climatico”, ha proseguito Draghi. “Il nostro obiettivo è anche quello di creare nuove opportunità per ampliare la vostra rete, sviluppare le vostre idee e far crescere i vostri progetti”.

L’entusiasmo però non è unanime nella galassia dell’attivismo per il clima. Per parte del movimento, che già aveva guardato con qualche sospetto il summit di Milano nel 2021, è un modo per “istituzionalizzare” la protesta e allontanare i riflettori dalle piazze, dove lo sciopero globale per il clima continua (prossimo appuntamento, venerdì 23 settembre) e avanza richieste più radicali.

Timori che il premier sembra aver voluto spazzar via durante il discorso di presentazione dell’hub globale sul clima. “Sono pienamente consapevole delle vostre aspettative e della vostra grande voglia di cambiamento. Entrambi sono estremamente graditi: dobbiamo fare meglio e più velocemente”, ha affermato Draghi.

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