Prevenzione degli incendi in Italia, la ricetta in 10 punti

Nel rapporto “Italia in fumo”, Legambiente presenta 10 proposte per potenziare e migliorare la prevenzione dei roghi. Partendo dalla gestione integrata degli incendi e da piani di adattamento

Emergenza incendi: in cenere 158mila ettari nel 2021
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Dal 2008, gli incendi in Italia hanno devastato 720mila ettari

(Rinnovabili.it) – Dal 2008 al 2021 è andata in fumo un’area grande quasi come l’Umbria. Gli incendi in Italia hanno divorato oltre 723mila ettari in 14 anni150mila ha solo nel 2021 – e hanno interessato 16 comuni su 100 sparsi per tutta la penisola. Soprattutto in Sicilia, Calabria, Campania, Sardegna, Lazio e Puglia. Colpendo duramente anche le aree protette (oltre 100mila ha in 118 aree) e i siti che fanno parte della rete europea Natura 2000 (250mila ha, metà in Sicilia). Dati, questi, che lanciano un messaggio inequivocabile: la prevenzione non funziona come dovrebbe. Lo sostiene Legambiente nel rapporto “Italia in fumo”.

10 punti per la prevenzione degli incendi in Italia

Come prevenire gli incendi in Italia? Per l’associazione ambientalista il piano per limitare i roghi passa da 10 punti, incardinati su una gestione integrata degli incendi e su piani di adattamento. Se da un lato “è necessaria un’attività di integrazione/coordinamento, a livello regionale e nazionale, fra i settori dedicati alla previsione, prevenzione, informazione, addestramento, lotta, indagine e ricostituzione post-incendio”, dall’altro bisogna usare i piani forestali di indirizzo territoriale per portare la prevenzione nella strategia complessiva. In attesa che lo faccia in modo organico il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.

Politica forestale e politiche agricole si devono parlare, usando strumenti finalmente a disposizione come il pascolamento con specie domestiche in ottica di evitare la propagazione degli incendi in Italia. Per sapere come intervenire bisogna comprendere il fenomeno a fondo: servono quindi più statistiche e un catasto degli incendi. Bisogna migliorare la ricostituzione post-incendio e adattare gli strumenti urbanistici alle nuove esigenze. Servono poi pene più severe e bisogna potenziare i corpi preposti alla lotta agli incendi. Ad esempio aumentando la flotta aerea pubblica, rafforzando le competenze specifiche dei Vigili del Fuoco e estendendo quelle dei Carabinieri Forestali in Sicilia.

“Occorre un radicale cambiamento di approccio e risposta al fenomeno degli incendi”, spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, “che miri a prevenire i roghi attraverso la gestione del territorio, l’utilizzo ecologicamente sostenibile delle risorse agro-silvo-pastorali, la promozione dei servizi ecosistemici che vanno remunerati,per sostenere e rivitalizzare le comunità rurali nelle aree interne e montane in una rinnovata funzione di presidio territoriale. In questa partita servono investimenti veri, ricerca, strumenti e tecnologie, semplificazione di procedure e competenze all’interno di una strategia complessiva definita in condivisione con le popolazioni locali ed i portatori di interesse”.

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