Dagli incendi alle locuste, i disastri mondiali sono interconnessi

Catastrofi come cicloni, inondazioni, epidemie e siccità sono più collegate di quanto si possa pensare e l’attività umana è il filo conduttore. A rivelarlo il nuovo rapporto ONU

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Rischi di catastrofi in un mondo interconnesso dalle attività umane

(Rinnovabili.it) – Il mondo sta affrontando oggi un livello senza precedenti di eventi estremi con impatti importanti su persone e natura. Solo nel periodo 2020/2021 abbiamo assistito ad una serie di disastri “da record” che ci hanno mostrato più chiaramente quanto sia tutto interconnesso, nel bene e nel male. A ricordarcelo è ora un nuovo rapporto curato dall’Institute for Environment and Human Security dell’Università delle Nazioni Unite (UNU-EHS). Il documento, intitolato Interconnected Disaster Risks 2020/2021, analizza 10 differenti catastrofi che hanno caratterizzato questi anni: dagli incendi in Amazzonia all’invasione di locuste in Africa ed Asia, dall’ondata di calore artica allo sbiancamento della Grande barriera corallina, dalla pandemia di COVID-19 alla super ciclone Amphan. Eventi tragici, ciascuno a suo modo, che nonostante il diverso luogo di comparsa e le grandi differenze sostanziali, risultano fortemente legati fra loro.

“Quando le persone sentono le notizie di un disastro, spesso le percepiscono come lontane”, ha affermato la dott.ssa Zita Sebesvari, scienziata senior dell’UNU-EHS e autrice principale del rapporto. “Ma anche le catastrofi che si verificano a migliaia di chilometri di distanza sono spesso connesse e possono avere conseguenze per chi vive lontano”.

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Un esempio? L’ondata di caldo che ha investito l’Artico lo scorso anno e il gelo inteso che ha colpito il Texas a febbraio 2021. Nel 2020, le temperature artiche si sono fatte letteralmente bollenti, toccando il record di ben 38°C nel villaggio siberiano di Verkhoiansk. E registrando una delle più basse quantità di ghiaccio marino. Il calore destabilizza il vortice polare, una massa rotante di aria fredda sopra il Polo Nord, consentendo all’aria più fredda di spostarsi verso sud, nel Nord America. Pertanto, i cambiamenti nella temperatura dell’Artico possono influenzare le località lontane; e probabilmente hanno anche contribuito all’ondata di gelo texano che ha lascato 4 milioni di cittadini senza elettricità e 210 persone senza vita.

“Quello che possiamo imparare da questo rapporto è che i disastri che vediamo accadere in tutto il mondo sono molto più interconnessi di quanto possiamo immaginare e sono anche collegati al comportamento individuale. Le nostre azioni hanno conseguenze per tutti noi”, ha affermato l’autore principale, il dottor Jack O’Connor. “Ma la buona notizia è che se i problemi sono collegati, lo sono anche le soluzioni”.

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